Roberto Burioni è Professore Ordinario Microbiologia e Virologia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, a Milano. Su facebook combatte da tempo le bufale anti-scientifiche, tanto da conquistarsi il titolo di “medico antibufale”. Notissime le sue battaglie per divulgare l’informazione più corretta sulle vaccinazioni. In un’apposita riflessione, oggi ha spiegato come rispondere a quegli imbecilli che sul morbillo sostengono teorie del tipo “l’abbiamo avuto tutti e non ci è successo nulla”, “aiuta a far crescere gli anticorpi” e fandonie simili.
Burioni spiega: “Molti genitori, quando si parla di morbillo, se ne escono fuori con l’incredibile frase “io l’ho avuto e sono in perfetta salute”. Insomma, esiste la percezione del morbillo come di una malattia lievissima, ma è una percezione sbagliatissima. Per capirlo meglio, andiamo a vedere i numeri inoppugnabili dell’ISTAT che ci dicono cosa succedeva in Italia quando il vaccino non c’era
Tra il 1950 e il 1970, anni in cui il nostro paese non era propriamente a livello del terzo mondo, in Italia sono morti 5473 bambini (limitatamente alla fascia tra 0 e 4 anni) di morbillo. Avete letto bene: cinquemilaquatrocentosettantatre morti, corrispondenti a 274 bambini all’anno chiusi in piccole bare e sepolti.
Ora tutti voi comprenderete che queste 5473 persone hanno qualche difficoltà a scrivere su Facebook “io l’ho avuto e sono morto”, così come hanno problemi a scriverlo quelli che sono morti in moto per la mancanza del casco o in auto per non avere allacciato le cinture.
Il morbillo è una malattia da un lato evitabile con un vaccino estremamente sicuro ed efficace; dall’altro molto contagiosa e molto pericolosa. In un caso su mille ci sono conseguenze gravi e permanenti (danni all’udito, alla vista, problemi neurologici) e in un caso su due-tremila, anche con la migliore assistenza del mondo, il malato muore, pure se al momento dell’infezione era in perfetta salute.
Per questo dobbiamo tutti vaccinare i nostri figli, o – se adulti – correre a vaccinarci qualora necessario. Il vaccino, eccezionalmente sicuro, è talmente efficace da fare sparire il virus nelle comunità dove utilizzato adeguatamente.
Pensateci tutti in tempo, perché poi potrebbe essere tardi. Come vi racconta in maniera struggente lo scrittore Roald Dahl, che ha dedicato alla sua figlia Olivia, morta di morbillo a 7 anni, il suo libro “Il Grande Gigante Gentile”.

” A sette anni, Olivia, la mia figlia maggiore, prese il morbillo.
Ricordo che mentre la malattia faceva il suo corso leggevo spesso per lei mentre era a letto, e non ero particolarmente preoccupato.
Poi un mattino, quando ormai stava guarendo, ero seduto sul suo letto e le stavo mostrando come fare degli animali con dei nettapipe colorati.
Quando ha provato a farne uno lei, mi sono reso conto che le sue dita e la sua mente non si coordinavano e lei non riusciva a fare niente.
«Ti senti bene?» le chiesi. «Mi sento assonnata», mi rispose.
Nel giro di un’ora aveva perso conoscenza.
Dodici ore dopo era morta.
Il morbillo si era trasformato in una cosa terribile chiamata encefalite, e non c’era niente che i dottori avrebbero potuto fare per salvarla.”
Nel 1962 il vaccino non c’era e il morbillo non si poteva evitare. Oggi il vaccino c’è, è sicuro e funziona. Corriamo a vaccinare i nostri figli e – se necessario – a vaccinarci noi stessi. Perché se non lo facciamo ben presto un altro padre potrebbe dovere scrivere una lettera come questa.
Non sarà in questo caso fatalità, ma una tragedia causata dall’ignoranza e qualcuno avrà sulla coscienza la vita di quella bambina, se una coscienza ce l’ha“.
Pochi giorni fa Burioni in un altro post aveva spiegato che “Oggi – a malincuore – dobbiamo fare i complimenti al morbillo perchè, con l’aiuto determinante dei genitori che non vaccinano i figli, ha superato nel 2017 i mille casi. Avete capito bene: al 26 marzo ci sono stati in Italia 1010 casi di morbillo.
La quasi totalità era, ovviamente, di non vaccinati: ma una parte non trascurabile – a riprova che la circolazione di questo virus mette in pericolo tutti – aveva invece ricevuto il vaccino.
Anche se gli antivaccinisti affermano “io l’ho avuto e non mi è successo niente”, in questo specifico caso in molti non lo diranno: il 41% è stato ricoverato in ospedale (con la gioia di Big Pharma, che ringrazia chi non vaccina) e il 33% ha avuto complicanze, vedremo nel futuro se la malattia ha lasciato – come purtroppo spesso accade in questi casi- danni permanenti.
E’ una vergogna che il morbillo circoli in un paese civile. E’ una vergogna che ci sia anche un solo caso, perché nei paesi dove si vaccina in maniera estesa (per esempio la Svezia o il Portogallo) la malattia è eliminata e negli ospedali per morbillo non entra nessuno.
Il morbillo è, come potete vedere in maniera inoppugnabile dai dati che vi presento, un pericolo tanto concreto quanto evitabile con una vaccinazione che la scienza in maniera univoca definisce estremamente sicura ed efficace. Affermare il contrario è come affermare che fumare durante la gravidanza fa bene al feto o che bisogna fare bere la vodka ai bambini per farli crescere meglio. Sono bugie senza alcun fondamento.
Chi non vaccina i propri figli (e chi non si vaccina) consente la circolazione di questo virus e mette in pericolo tutti noi. Chi pretende la libertà di non vaccinare i propri figli e non vaccinarsi pretende di circolare contromano con la sua auto.
Nel momento in cui gli consentiamo di farlo teniamo presente che in una curva, nella giusta corsia, potremmo esserci noi con i nostri figli.
Non è una libertà che si può pretendere, non è una libertà che lo stato può concedere.
Allora, cominciamo a vaccinare o aspettiamo che ci scappi il morto?
PS: di questi 1010 casi di morbillo ben 113 si sono verificati nel personale sanitario. Questa è una cosa che grida vendetta a Dio e della quale riparlerò presto“.


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