Oggi doppio compleanno: festa per Urano e Plutone

Questa è la storia di due pianeti, di due uomini e di una data, il 13 marzo.

Cade oggi il doppio anniversario di due eventi avvenuti a un secolo e mezzo di distanza, ed entrambi traguardi fondamentali per l’astronomia: la scoperta di Urano e di Plutone.

Rispettivamente, il 13 marzo 1781 e il 13 marzo 1930: due tappe che esattamente 236 e 87 anni fa hanno completato la ricca famiglia del nostro sistema planetario.

I due protagonisti di queste storie – spiega l’Agenzia Spaziale Italiana – sono molto diversi tra loro, e non solo per aver vissuto in epoche molto differenti.

Il primo è William Herschel, famosissimo astronomo e fisico britannico di origine tedesca a cui è stato dedicato l’omonimo telescopio dell’ESA. Il secondo è Clyde Tombaugh, uno sconosciuto ragazzo di campagna dell’Illinois appassionato di astronomia.

Entrambi hanno scoperto un pianeta, contribuendo così a individuare due dei nove inquilini del nostro Sistema Solare.

Urano, settimo pianeta dal Sole, è stato individuato da Herschel alla fine del ‘700 diventando così il primo pianeta in assoluto a essere scoperto con un telescopio.

All’inizio lo scienziato l’aveva scambiato per una cometa ma poi, a due anni dalla scoperta, lo classificò tra i pianeti.

Un pianeta diverso da tutti gli altri, perché il suo asse di rotazione è quasi parallelo rispetto al suo piano orbitale, mentre tutti gli altri hanno asse perpendicolare: questo rende Urano una sorta di trottola distesa su un lato (immagine a destra).

Molto diverso invece è Plutone, pianeta nano alla periferia del Sistema Solare, con un’orbita eccentrica e quasi caotica. Un po’ come la sua storia: scritta a partire dal 1930, quando Tombaugh lo scoprì quasi per caso.

Il giovane statunitense abitava in una fattoria in Kansas, ma era fin da piccolo appassionato di astronomia. Dopo aver osservato i crateri sulla Luna e gli anelli di Saturno con il telescopio di suo zio, a 20 anni Tombaugh costruì lui stesso un telescopio, che utilizzò per fare mappe di Marte e Giove.

Mandò i suoi disegni a Vesto Slipher, direttore del Lowell Observatory di Flagstaff, uno dei più antichi osservatori americani in Arizona. Dopo una breve corrispondenza, Slipher gli offrì un posto di lavoro presso l’osservatorio. Il suo compito sarebbe stato quello di cercare il fantomatico ‘Planet X’, teorizzato dall’astronomo Percival Lowell.

Così Tombaugh arrivò a Flagstaff all’inizio del 1929, dove per oltre un anno scattò foto tutte le notti a diverse regioni di cielo in cui il nuovo pianeta avrebbe potuto trovarsi. Ma invece di Planet X, il giovane scoprì un pianeta nano: Plutone, l’ultimo abitante del Sistema Solare (immagine a sinistra).

La sua esistenza fu annunciata ufficialmente il 13 marzo 1930: esattamente 149 anni dopo rispetto al suo ‘fratello’ Urano.