Sul ponte crollato in A14 c’erano al lavoro diverse ditte (oltre alla Delabech srl di Roma, subappaltatrice per conto della Pavimental, societa’ controllata di Autostrade, il Gruppo Nori srl di Castelnuovo di Porto e altre ancora) e numerosi operai, suddivisi almeno in due squadre. L’inchiesta della Procura di Ancona cerca di fare luce anche sulla catena di appalti, per poter capire di chi è la responsabilità dell’accaduto. Sul caso è stato aperto un fascicolo a carico di ignoti per omicidio colposo plurimo. La dinamica dell’incidente, intanto, è sempre più chiara e delineata. La causa, quasi sicuramente, un errore umano. Il cavalcavia si sarebbe inclinato da un lato per poi ‘scivolare’ e abbattersi al suolo. La conferma viene dal dirigente del Compartimento di Polizia stradale delle Marche Alessio Cesareo, secondo cui e’ possibile che il troncone caduto non appoggiasse perfettamente per l’intera lunghezza, o che da una parte fosse piu’ sollevato e dall’altra meno, anche se si tratta di scenari tutti da verificare. I sostegni provvisori non presentano danni. E infatti l’ing. Giovanni Scotto Lavina, responsabile del procedimento per Autostrade per l’Italia, che sta valutando “l’ipotesi di eventuali errori e possibili azioni a tutela“, ha ribadito che “e’ andata in crisi la struttura dell’insieme dei sostegni provvisori del ponte, per motivi da accertare. La struttura di calcestruzzo che sosteneva le travi fino all’inizio delle operazioni di sollevamento del cavalcavia e’ integra“.
Il prossimo fondamentale passo sarà quello di stabilire il tempo intercorso tra il sollevamento e il crollo, hanno detto il procuratore di Ancona Elisabetta Melotti e il pm Irene Bilotta. I detriti, ha spiegato Bilotta, “sono stati rimossi perche’ non servono“, dato che il problema non si e’ verificato sul troncone caduto ma ai lati, appunto, sulle pile provvisorie per l’innalzamento del cavalcavia. Secondo Autostrade, “le attivita’ di sollevamento erano state completate alle 11:30″. Al momento dell’incidente, alle 13:50 circa, il personale era occupato in “attivita’ accessorie“. Particolare confermato dagli operai sentiti dalla polizia: “Stavamo raccogliendo le attrezzature”. Ma si sta cercando di capire se, invece, il sollevamento fosse ancora in atto o il ponte non ancora del tutto stabilizzato. Secondo il professor Antonio Occhiuzzi, direttore dell’Istituto per le Tecnologie della costruzione del Cnr, il sollevamento “sembra sia stato dovuto a un’operazione di routine, come ad esempio la sostituzione degli appoggi, cioe’ dei cuscini su cui il cavalcavia viene fatto accomodare per non farlo poggiare direttamente sui piloni o sulle spalle che lo sostengono. Si tratta di un sollevamento di 2-3 millimetri per sfilare i vecchi appoggi e mettere i nuovi. E’ un’operazione di un’ordinarieta’ assoluta, che in genere non richiede la chiusura al traffico. Ma deve essere successo qualcosa di imponderabile“.
Il presidente dell’Anas (non implicata nell’accaduto) Gianni Vittorio Armani ha rilanciato il tema della sicurezza: quel che e’ accaduto sull’A14 e’ “sicuramente una cosa completamente diversa” rispetto al crollo del cavalcavia in provincia di Lecco, ha dichiarato, perche’ “ieri il problema e’ stato di sicurezza del cantiere di lavoro“. E ancora: “dovremmo avere processi di sicurezza sul lavoro che intercettino il piu’ possibile questi problemi“. Se ci sono analogie con Lecco, e’ nel fatto che in Italia “sicuramente abbiamo disinvestito molto nelle infrastrutture“. “Mi auguro – ha affermato il premier Paolo Gentiloni – che l’inchiesta chiarisca le responsabilita'” ma “non caverei da un singolo episodio valutazioni sull’intero sistema autostradale italiano. Abbiamo un buon sistema stradale e autostradale, ma anche grandi problemi di manutenzione del territorio e ci stiamo lavorando con un progetto guidato da Renzo Piano che rilanceremo nei prossimi giorni“. Intanto l’autostrada è già riaperta da ieri mattina.


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