Ricerca, Cattaneo: “In un Paese che limita la libertà accademica è fondamentale partecipare e contestare”

“L’Italia è sempre un Paese in bilico fra competenze e finzioni. E’ il Paese del grande staminologo Michele De Luca, ma anche di Stamina. Un Paese che mette in atto regole e leggi per limitare la libertà accademica, il diritto di studiare e conoscere la materia che ci circonda. E il primo messaggio agli studenti è di studiare per diventare loro stessi delle sentinelle della conoscenza che contribuiscano a tenere questo Paese attaccato a terra, alle prove e ai fatti”. E’ l’appello di Elena Cattaneo, scienziata italiana esperta di staminali e senatrice a vita. “Un appello che è quotidiano ed è la richiesta di partecipazione da parte degli studiosi e dei cittadini alla vita democratica del Paese, che significa anche contestazione e non disinteressarsi”.

Un appello lanciato oggi all’università degli Studi di Milano in occasione di Unistem Day 2017, la nona giornata europea dedicata alla divulgazione sulle cellule staminali, che interessa 75 atenei e istituti di ricerca in 7 Paesi europei (Danimarca, Germania, Italia, Spagna, Serbia, Svezia e per la prima volta anche Ungheria), coinvolgendo contemporaneamente più di 27 mila studenti delle scuole superiori in seminari, discussioni, tavole rotonde e attività in laboratorio. E proprio i temi della libertà di scienza, di studio e di ricerca come “valore civile fondamentale da tutelare” erano al centro dell’evento di quest’anno, dedicato – si legge in una nota – ad Ahmadreza Djalali, ricercatore iraniano della medicina dei disastri “internazionalmente stimato, detenuto da quasi un anno dal Governo iraniano, senza che sia iniziato alcun processo”, per il quale si chiede “la liberazione”. Le limitazioni alla ricerca, per CATTANEO, sono evidenti anche in Italia.

“Limitazioni che abbiamo visto e vissuto con diverse modalità. La legge 40 ad esempio – ricorda all’AdnKronos Salute – impedisce al ricercatore di derivare staminali embrionali da blastocisti sovrannumerarie altrimenti destinate alla distruzione, salvo poi importarle. Ci sono modalità per limitare la libertà di ricerca non mettendo i finanziamenti a disposizione o facendo bandi che, come è successo nel 2009, escludono la ricerca sulle staminali embrionali nonostante sia legale sulle cellule importate”. E ancora, elenca la professoressa della Statale, “ci sono modalità per interferire non attuando decreti attuativi per la messa in campo degli Ogm per studi accademici: ci troviamo con studiosi e professori in biotecnologie agrarie che paghiamo e vogliamo si professionalizzino, ma poi non diamo loro le possibilità di studiare in campo aperto quelle modifiche genetiche che potrebbero garantire alle piante attaccate dai parassiti di resistere. In Europa siamo tra i pochi Paesi, se non l’unico, che impedisce la ricerca sugli Ogm in campo aperto. Sulla sperimentazione animale siamo il Paese con la legge più restrittiva in Europa. Adesso c’è questa moratoria, una proroga di 3 anni, che però mostra che siamo il Paese che non decide mai. Dobbiamo sempre prorogare, limitare, cercare di condizionare“.

Di fronte a questo “non può esistere la rassegnazione, la convinzione di aver fatto il possibile per cercare di rimettere il Paese sui binari. L’Italia ha una storia enorme di studiosi e intellettuali che ci hanno consegnato grandi scoperte e noi dobbiamo continuare a fare la nostra parte. Partecipare continuativamente, ancora di più, alla vita civile, politica e democratica del Paese”. Di fronte alla domanda se sia valsa la pena di uscire dal laboratorio e impegnarsi come senatrice a vita, CATTANEO non ha dubbi: “Partecipare alla costruzione del proprio Paese è quanto di più straordinario. Tutti i cittadini sono chiamati a farlo, non solo i professori, non solo i senatori. Ho sempre pensato che la scienza è fatta per le persone che stanno fuori dai laboratori, è un’attività sociale e fortemente etica. Il bello della scienza è che lavori per gli altri e tante volte lotti per gli altri, difendi quella libertà anche per loro. Entrare in Parlamento era un modo ulteriore per mettersi a disposizione come cittadino e studioso, per fare la mia parte lì insieme a tanti altri, aiutando a meglio legiferare“.

E’ chiaro, riflette, “che l’ultima parola è della politica e la sua supremazia decisionale non è contestabile, ma perché prescindere da prove e non avvalersi dei fatti?”. La ricerca comunque non ha confini e va avanti, evidenzia CATTANEO che ha dedicato lunghi anni di attività scientifica a una grave malattia genetica neurodegenerativa, la Corea di Huntington. Su questo fronte “guardiamo con attenzione ai passi dei colleghi che lavorano sul Parkinson. Anche noi abbiamo fatto protocolli per ottenere i neuroni giusti, quelli striatali umani che muoiono nell’Huntington, da staminali embrionali. Sono le cellule più adatte perché le uniche che riescono a generare quei neuroni autentici con caratteristiche così simili a nostri neuroni endogeni. Non si può negare“.

Per adesso, continua, “abbiamo alcuni protocolli che dimostrano la possibilità di ottenere neuroni, la cui qualità è quasi ottimale ma la quantità no. Sono ancora in basse percentuali. Ciononostante abbiamo fatto trapianti sperimentali negli animali e qualche risultato c’è. Ma per l’Huntington c’è anche la strada degli Rna interferenti: silenziare il gene sviluppando ‘scotch’ molecolari, Dna antisenso specifici per il gene malato. E’ una strada che negli animali ha dato risultati bellissimi. Nel settembre 2015 è cominciata una sperimentazione clinica nell’uomo in 3 Paesi – Germania, Inghilterra e Canada – e credo che i risultati saranno disponibili entro quest’anno”.