Salute: pediatra promuove l’equitazione, il decalogo per i “bimbi a cavallo”

Passione equitazione fin da piccoli. Andare a cavallo è uno sport molto amato dai bimbi e promosso dal pediatra “per gli effetti fisici, ma anche per l’indubbio vantaggio nello sviluppo psicoaffettivo del bambino e dell’adolescente“. Parola di Italo Farnetani, professore ordinario di pediatria alla Libera Università degli studi di scienze umane e tecnologiche di Malta, che ha tenuto una conferenza sul tema ‘Bambini: a cavallo della salute’, dedicata soprattutto all’equitazione, nella sede del Coni di Arezzo. Una scelta non casuale quella di Arezzo, perché “in questo comune – racconta Farnetani – bambini e adolescenti fra 4 e 16 anni praticano l’equitazione in numero cinque volte superiore rispetto alle altre parti della Toscana: un vero boom“.

Ecco il decalogo di ‘salute equestre’ stilato dall’esperto:
1) C’è il contatto con un essere vivente, pertanto il bambino si abitua a conoscerlo e avere un’interazione con l’animale.
2) C’è la possibilità di vivere all’aria aperta, lontano dal traffico. Ricordiamo che nei 150 metri vicino ai semafori, c’è un alto tasso d’inquinamento.
3) L’equitazione è uno sport globale che coinvolge l’intero organismo.
4) Permette un maggior sviluppo della muscolatura del tronco e delle gambe, pertanto è facilitata la stazione eretta e si facilità così la postura.
5) Accresce l’autocontrollo, perché il bambino si abitua a modulare i propri comportamenti per non irritare l’animale.
6) Aumenta l’autostima, perché il bambino, o l’adolescente, impara ad avere una risposta da parte dell’animale ai suoi comandi. Quando si accorge che riesce a condizionare l’ambiente, avrà un aumento dell’autostima.
7) L’equitazione può essere cominciata a quattro anni, tutti questi vantaggi iniziano in una fase precoce dello sviluppo, potendo influire positivamente sullo sviluppo psicofisico.
8) I bambini e gli adolescenti possono cavalcare insieme ai genitori. Così, oltre a tutti vantaggi dell’attività sportiva, si possono legare anche quelli di un incremento del rapporto con i genitori.
9) L’equitazione non è uno sport competitivo, infatti le gare vengono effettuate al termine di un percorso formativo, mentre, soprattutto nei primi anni di vita, viene privilegiato l’apprendimento e l’interazione con l’animale.
10) E’ uno sport che può essere anche praticato dai bambini in soprappeso o obesi, in continuo aumento. Al contrario, in altri sport l’eccesso di peso o l’atteggiamento impacciato limita grandemente la pratica di tali discipline.