Si è svolto a Foligno il convegno “Sequenza sismica del Centro Italia 2016-2017 – il contributo dei geologi per una ricostruzione consapevole”, organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geologi insieme agli Ordini Regionali dei Geologi di Umbria e Marche. Al centro del dibattito, le criticità legate alla prevenzione sismica e la necessità di un salto di qualità normativo, da tempo auspicato e mai attuato del tutto.
Ad aprire il dibattito è stato Filippo Guidobaldi, Presidente Ordine dei Geologi della Regione Umbria che ha sottolineato quanto sia “importante la conoscenza del territorio e la valorizzazione delle professionalità locali delle aree del sisma, è fondamentale perseguire un divieto assoluto di costruire nelle aree di frana e in prossimità di faglie attive e capaci. Rimane il problema del rischio concreto” ha dichiarato Guidobaldi.
Della ricostruzione legata agli eventi sismici, che si sono susseguiti a partire dal 24 agosto, ha parlato Andrea Pignocchi, Presidente Ordine dei Geologi della Regione Marche. “C’è ancora molto da fare, siamo fermi soprattutto dopo il 30 agosto, mancano le cosiddette schede Fast e quelle Aedes, e non ci sono i criteri chiari per la ricostruzione relativamente agli interventi “leggeri”, ossia di quei danneggiamenti non gravi”. “Benché vi siano state diverse ordinanze indirizzate alla ricostruzione – ha aggiunto – le problematiche sono ancora aperte e lontane dall’essere risolte. Un aspetto fondamentale da mettere al centro è il territorio, per ricostruirlo bisogna ripristinare il tessuto sociale, e c’è bisogno di coinvolgere le amministrazioni locali, che devono avere un ruolo di primo piano nel processo decisionale”.

Gli effetti diversificati dei due eventi sismici del 24 agosto e 30 ottobre sono stati richiamati da Gianluca Valensise, Dirigente INGV, che ha sottolineato come “la differenza tra Norcia e Amatrice consiste nella qualità di partenza delle abitazioni in relazione alla possibilità economica dei proprietari, in una memoria storica della popolazione e nell’opportunità di ristrutturazione dovute a terremoti del passato”. Affermazioni degne di riflessione quelle dello studioso dell’INGV, che sottolinea come “ad Amatrice è crollato tutto nel sisma del 24 agosto, a differenza di Norcia che ha subìto, il 30 ottobre, un terremoto di magnitudo superiore”.
Sull’argomento ricostruzione è intervenuto l’architetto Alfiero Moretti della Struttura commissariale per la ricostruzione che si è dichiarato assolutamente favorevole al raddoppio degli incarichi professionali per le prestazioni specialistiche relative alla ricostruzione nelle aree sismiche. Sullo stesso tema, Umberto Del Basso De Caro, Sottosegretario Ministero Infrastrutture e Trasporti, si è detto “vicino ai geologi perché la ricostruzione è un momento difficile nella storia del Paese”.