Si è svolto il 24 febbraio 2017 a Pordenone il convegno dal titolo “Giornata di studio sui pollini”, organizzato da Arpa Friuli Venezia Giulia in collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Pordenone, per presentare ed approfondire alcune tematiche legate allo studio dei pollini dispersi nell’aria. Il monitoraggio dei pollini è un’attività nata e sviluppatasi per fornire un servizio di supporto alle persone che soffrono di allergie, quindi per finalità prettamente collegate al settore Sanità.
Anche quest’anno, e non solo a Roma, la primavera si è annunciata precocemente con bellissime fioriture già a partire da gennaio, quando splendenti macchie gialle di mimosa risaltavano lungo la Via del Mare. Nell’epoca dei social media, della post verità, della disinformazione e delle parole ostili è sempre più difficile comunicare, entrare efficacemente in relazione con l’interlocutore affinché il messaggio emesso possa arrivare senza interferenze e distorsioni. Estesa anche in Alto Adige l’applicazione web gratuita Pollen-app, già disponibile in Austria, Germania, Svizzera e Svezia.
Le schede botaniche pubblicate sul sito di Arpae forniscono informazioni sul periodo di fioritura e sulle caratteristiche biologiche di ogni singola famiglia pollinica; indicato anche il potere allergenico dei granuli pollinici e la reattività crociata con gli alimenti. Arpa Liguria propone una gallery fotografica di pollini osservati a scala nanometrica, che mostra particolari inattesi: notevole il confronto con due immagini al microscopio ottico realizzate grazie alla collaborazione di Arpa Campania.
In un contesto di cambiamenti climatici, numerosi studi evidenziano effetti sugli ecosistemi, descrivendo un trend di anticipo generale negli eventi fenologici sia per le specie animali che vegetali, con anomalie soprattutto nella fase primaverile. A partire dal 2011, nella stazione di rilevamento pollinico di Pordenone si è registrata una corposa diminuzione dei pollini di castagno (Castanea sativa), rilevati come somma totale annua.
Il monitoraggio pollinico, sin dalla nascita dell’allergologia, rappresenta uno strumento essenziale per la diagnostica e lo studio delle pollinosi.
Lo sviluppo di un modello numerico per la previsione della concentrazione di pollini e spore fungine è stato promosso in Arpae Emilia-Romagna per fornire uno strumento operativo in più al personale impegnato nella redazione del bollettino settimanale regionale. La previsione dell’abbondanza di pollini in Friuli Venezia Giulia. I pollini aerodispersi sono contaminanti naturali universali e le informazioni sulle loro concentrazioni sono importanti per seguire l’andamento stagionale delle fioriture in relazione ai cambiamenti climatici, per valutare la diffusione di piante alloctone, per monitorare l’azione di parassiti nocivi per alcuni tipi di piante e la relativa risposta ecosistemica, per consentire ai medici di stabilire strategie terapeutiche per i pazienti allergici.
La rete di monitoraggio aerobiologico della Toscana ha visto negli ultimi anni l’attuazione di un diverso modello organizzativo rispetto agli anni precedenti il 2013. Il monitoraggio aerobiologico in Arpa Campania prende avvio con la partecipazione dell’Agenzia al progetto comunitario ATMOSnet svolto durante il 2007. Arta Abruzzo coordina la rete regionale di monitoraggio dei pollini e delle spore fungine, costituita dalle stazioni di campionamento collocate a L’Aquila e Pescara.
La rilevazione sistematica della presenza di pollini nell’aria, garantita in Umbria dalla Rete regionale di monitoraggio aerobiologico, rappresenta uno strumento di conoscenza di fondamentale importanza per ciò che attiene la prevenzione e la cura delle manifestazioni allergiche.
Dal 2004 l’avvio del monitoraggio aerobiologico anche da parte di Arpa Basilicata e dal 2013 è stata attivata in Arpacal la prima stazione di monitoraggio di pollini e spore aerodisperse. Arpa Veneto è attiva dal 2001 nel monitoraggio dei pollini aerodispersi, attraverso la rete che, nel 2016, si componeva di 9 campionatori, 8 di proprietà dell’Agenzia e 1 dell’Università di Verona, distribuiti sul territorio regionale.
Dal 2002 Arpa Piemonte ha avviato la Rete regionale di monitoraggio dei pollini allergenici. La tecnica del DNA barcoding è una metodologia molecolare che permette di identificare in maniera veloce gli organismi e caratterizzarli in base ad una specifica regione del loro DNA. L’esigenza di approfondire i dati del monitoraggio aerobiologico porta Arpa Valle d’Aosta ad esplorare tecniche alternative alla microscopia ottica. Nel 2014 sono state stilate le Linee guida per il monitoraggio aerobiologico, sulla base del metodo di monitoraggio dei pollini messo a punto dai partecipanti alla rete POLLnet.


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