“Al momento la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile risulta debole e lacunosa per quanto riguarda lo sviluppo e l’ambiente delle aree montane”. Così il vicepresidente del Club alpino italiano Erminio Quartiani che ha proposto di introdurre una precisa definizione scientifica e legale di ”montanità” come condizione per utilizzare le risorse disponibili verso uno sviluppo rispettoso delle popolazioni e dell’ambiente montani. ”Occorre perseguire il benessere delle popolazioni montane spostando risorse da altri settori in favore delle terre alte – aggiunge Quartiani – E’ necessario poi prendere atto dei nuovi limiti che gli stessi cambiamenti climatici pongono a uno sviluppo tradizionale come quello, ad esempio, dell’industria della neve. La montagna – conclude – diventa un terreno importante per la realizzazione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile solo riconoscendone a tutti i livelli la specificità: può e deve essere un terreno prioritario per le politiche di coesione sociale e territoriale”. L’occasione per avanzare proposte e osservazioni è stato l’incontro con la società civile sulla Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, presso il ministero dell’Ambiente. La Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, che deve dare attuazione all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, sarà approvata dal Consiglio dei Ministri a metà aprile, per essere poi presentata all’Onu il prossimo luglio. Obiettivi della Strategia: porre le basi per uno sviluppo economico circolare, più efficiente nell’uso delle risorse, a basse emissioni di Co2, resiliente ai cambiamenti climatici, in grado di ridurre i costi sociali, ambientali e le diseguaglianze che lo sviluppo tradizionale porta con sé. E’ articolata in cinque aree tematiche, denominate ‘5 P’: Persone, Pianeta, Prosperità, Pace e Partnership. Sovraordinata ad altre Strategie come quella energetica, la Strategia per lo Sviluppo Sostenibile è volta al raggiungimento degli obiettivi generali di lotta alla povertà e a dare risposte alle sfide ambientali valorizzando il capitale naturale nei processi economici. Ha come scopo anche lo sviluppo di Paesaggi sostenibili e resilienti ai cambiamenti climatici. La sua attuazione sarà partecipata anche da associazioni ambientaliste, imprenditoriali, culturali, da enti universitari, di ricerca e da istituzioni nazionali e locali.
Sostenibilità, CAI: la Strategia Nazionale sulle aree montane è “debole e lacunosa”


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