Vino: vigne in abbandono, ogni anno si perde il -5% di potenziale produttivo

Attilio Scienza, biologo e genetista della vite all’Universita’ di Milano, nel ricevere il premio dell’Associazione Citta’ del Vino in occasione della cerimonia del Trentennale, ha spiegato che ogni anno in Italia perdiamo tra il 3% e 5% del potenziale produttivo per l’invecchiamento degli impianti o per l’abbandono della vigna: “Urge un cambio di visione. Attraverso il genoma editing, e in generale con la cisgnetica, stiamo lavorando con la Fondazione Mach a Trento per rendere la vite resistente alle fitopatologie. Vogliamo – spiega l’esperto – uve Sangiovese che non debbano piu’ essere trattate con la chimica e portainnesti resistenti al sale e ai cambiamenti climatici e per fare questo abbiamo una piattaforma che produce colture in vitro. Puntiamo a costruire una raccolta di germoplasma esemplare a livello europeo. La cisgenetica puo’ dare certezze al viticoltore, dobbiamo far capire ai politici Ue e agli operatori del vino che la forza di queste tecniche innovative e’ far si’ che la viticoltura abbia dalla distruzione cellulare un cambiamento utile anche alla tutela dei paesaggi. Aspettiamo pero’ un quadro normativo certo a livello Ue, ma il negoziato e’ arduo per lo scarso interesse dei Paesi nordici, quelli che non producono vino”.