Ambiente: Xylella Fastidiosa non è la causa principale del disseccamento degli olivi

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I dati ufficiali ci dicono che la Xylella Fastidiosa che ha colpito gli ulivi nel Salento è la subspecie pauca ceppo CoDiRO (ST53). Questo tipo di batterio attacca anche il mandorlo, uno dei pochi alberi presente nella provincia di Lecce oltre all’ulivo. Ci dicono – precisa Giorgio Greco, agricoltore salentino -, altresì, che esso si moltiplica quando le temperature sono comprese tra i 25 e i 32 gradi mentre regredisce a temperature inferiori o superiori”.

Siamo nelle campagne di Seclì, un piccolo comune, ed ho potuto constatare come da metà gennaio e fino alla seconda decade di marzo la situazione è precipitata con il disseccamento che si è esteso a maccha d’olio, in maniera repentina. Eppure, qui, la temperatura media di gennaio è stata di soli 7 gradi, quella di febbraio di 10 gradi e quella di marzo di 12 gradi. Nel contempo ho osservato i mandorli, ed oggi, con grande sorpresa e gioia, sono di un colore verde brillante in un contesto difficilissimo, nonostante risultino, in genere, abbandonati e senza cure”.

Mi domando – precisa ancora Greco –: come ha potuto il batterio proliferare a temperature molto al di sotto dei 25 gradi? E come è possibile che i mandorli sono stati risparmiati dalla Xylella?Evidentemente non è il batterio Xylella la causa principale del disseccamento degli ulivi, ci sarebbe qualcos’altro di determinante, qualcosa che non attacca i mandorli, la cui espansione veloce e a tappeto avviene in maggior misura nel periodo dell’anno con temperature medie comprese tra i 7 e i 12 gradi. Dall’ultima decade di marzo, infatti, all’aumento delle temperature al di sopra dei 12 gradi ha fatto seguito una diminuzione dell’effetto della malattia ed ora, ad aprile, la situazione appare visibilmente statica”.

“Nel Salento sono molto più presenti prolungate siccità, mancanza d’acqua e  temperature africane, del freddo, del gelo e della neve che hanno periodi davvero contati in questa penisola, eccezionalmente più intensi. Eppure il disseccamento rapido si è manifestato, visibilmente ed in maniera estesa, più nei primi mesi dell’anno che non nei mesi estivi, nonostante, d’estate, ci sia una più marcata situazione di stress per questi alberi”.

“Per quanto riguarda i mandorli, mi riferisco non solo a quelli esistenti nel territorio del piccolo comune di Seclì ma anche a quelli esistenti nelle campagne dal Capo di Leuca a Porto Cesareo, a Lecce. Sono presenti più varietà ed il trattamento riservato a queste piante è ancor più di abbandono rispetto all’olivo; esse risultano, quindi, più deboli e vulnerabili. Eppure, in tutto il Salento, quest’anno i mandorli sono rigogliosi ed in molti casi con tanto frutto; da tempo non erano così in salute, nonostante tutto. Sembra quasi un miracolo”!

“Se poi si tratta solo di apparente rigogliosità oppure di tolleranza al batterio, allora sarebbe opportuno che la ricerca scientifica analizzasse anche i mandorli salentini e ci dicesse se sono affetti da Xylella. Nel caso di positività, come è prevedibile che sia visto il contesto, almeno con i mandorli questo territorio avrebbe più speranza considerato che, in piena zona rossa, le varietà presenti non manifestano, dopo 4 anni, i segnali di disseccamento tipici dell’olivo. Personalmente, per esempio – conclude l’agricoltore -, potrei avere un’indicazione importante sul fatto di poter sostituire o meno parte dei miei olivi, ormai condannati, con queste varietà di mandorlo“.