La Commissione europea punta gli occhi sui “borghi intelligenti” (smart villages): maggiore integrazione nell’uso dei fondi europei, maggiore dialogo diretto con i cittadini e maggiore coinvolgimento di regioni, università, operatori economici e municipalità. Si tratta di una strategia basata su sedici iniziative (seminari, conferenze, progetti pilota) per migliorare l’attuazione delle politiche Ue a sostegno delle aree rurali. Nei borghi smart le tecnologie digitali sono infatti considerate un valore aggiunto per portare servizi, dal turismo alla salute, nelle regioni rurali. “Viviamo una rivoluzione tecnologica e sociale – ha detto il commissario europeo agli affari regionali Corina Cretu – e i territori rurali non ne sono immuni, anzi”. “Dopo la dichiarazione sullo sviluppo rurale Cork 2.0 sul futuro delle aree rurali passiamo ai fatti concreti”, ha sottolineato il commissario all’agricoltura Phil Hogan. Protagonisti di questo cambiamento, “devono essere gli agricoltori“, ha ricordato Pekka Pesonen, segretario generale del Copa-Cogeca, l’organizzazione ombrello degli agricoltori e delle cooperative agroalimentari europee.
Arrivano le smart villages: i borghi intelligenti con i quali l’Ue cambia il passo sullo sviluppo rurale
