British American Tobacco presenta il Sustainability Report 2016: oltre 1 miliardo di dollari in prodotti di nuova generazione

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British American Tobacco (BAT) ha presentato in questi giorni il suo “Sustainability Report 2016”, che illustra l’impegno del Gruppo nell’affrontare le sfide e cogliere le opportunità offerte da un mondo in continua evoluzione. Il report riepiloga quanto fatto da BAT nelle tre principali aree strategiche di azione nell’ambito della responsabilità sociale: la riduzione del danno dei prodotti da fumo; l’agricoltura sostenibile e la promozione dei mezzi di sostentamento sostenibili per i coltivatori; la condotta aziendale responsabile e il limitato impatto ambientale delle attività di business.

Il Sustainability Report di BAT, certificato dalla Ernst & Young, fotografa l’operato di tutto il Gruppo e i successi conseguiti nell’ultimo anno per promuovere la sostenibilità: risultati raggiunti grazie all’impegno delle circa 50.000 persone che lavorano in BAT, presente in oltre 200 mercati e alle sue 44 fabbriche dislocate in tutto il mondo.

“La sostenibilità è uno dei pilastri della strategia aziendale di British American Tobacco – dichiara Andrea Conzonato, Amministratore Delegato di BAT Italia – ed è una voce perfettamente integrata in ogni aspetto delle nostre attività, come dimostrano i progetti, le iniziative e gli elevatissimi standard adottati dal nostro Gruppo in ogni ambito per garantire un approccio sempre rigoroso, strutturato e responsabile”.

Riduzione Dei Danni Dei Prodotti Da Fumo

British American Tobacco ha investito a livello globale, negli ultimi 5 anni, oltre 1 miliardo di dollari nel settore NGP (Next Generation Products, Prodotti di Nuova Generazione), con l’obiettivo di offrire ai consumatori la più ampia scelta di soluzioni a rischio ridotto per la salute rispetto alle sigarette tradizionali: dai prodotti da vaping (come le cd sigarette elettroniche, ossia i vaporizzatori della linea “Vype”) ai prodotti a tabacco riscaldato (come “glo”), privi di combustione.

Oggi BAT è il principale operatore nel settore dei prodotti da vaping a livello globale, al di fuori degli Stati Uniti, e l’Italia è stata protagonista, nel dicembre 2016, del lancio mondiale dell’ultima nata in casa Vype: “Pebble”, un vaporizzatore rivoluzionario e dal design innovativo, presentato in anteprima assoluta a Milano dove è stato aperto anche il primo flagship store brandizzato Vype, un vero e proprio “tempio” dedicato alle cosiddette sigarette elettroniche. “Per BAT ricorda l’AD Conzonato i prodotti da vaping, cioè le cosiddette sigarette elettroniche, rappresentano un elemento centrale di una strategia globale per la riduzione dei danni del tabacco: numerose evidenze scientifiche hanno dimostrato che la combustione del tabacco è la causa della maggior parte dei danni provocati dal fumo. Per questo motivo, molti autorevoli esperti nel campo della salute ritengono che la sigaretta elettronica possa essere significativamente meno nociva, fino al 95% in meno, e costituire una efficace alternativa alla sigaretta tradizionale. Crediamo e Investiamo molto in questo ambito, anche grazie al nostro avveniristico centro di ricerca a Southampton, nel Regno Unito, dove oltre 50 scienziati lavorano senza sosta alla realizzazione di prodotti e di liquidi dotati di altissimi standard di qualità e sicurezza, testati per garantire ai consumatori un’esperienza straordinaria”.

Sempre nel dicembre 2016, BAT ha lanciato in anteprima sul mercato giapponese (nella città di Sendai), anche il suo primo Tobacco Heating Product (THP), denominato “glo”: un dispositivo che, anziché bruciare, riscalda il tabacco riducendo del 90% l’emissione di sostanze tossiche rispetto alle sigarette tradizionali.

Prossimo obiettivo del Gruppo è quello di espandere la commercializzazione dei suoi prodotti di nuova generazione, attualmente disponibili in 12 mercati, in 10 nuovi Paesi entro la fine del 2017, continuando ad avvalersi del lavoro di scienziati, tecnici ed esperti di salute, ad investire in Ricerca e Sviluppo e ad operare in collaborazione con regolatori e Governi al fine di fornire un utile supporto nella realizzazione e nella diffusione di strumenti innovativi meno rischiosi per la salute dei fumatori.

Agricoltura sostenibile e Promozione dei mezzi di sostentamento dei coltivatori

British American Tobacco investe ogni anno più di 60 milioni di dollari in attività a sostegno dei coltivatori del tabacco. Nel 2016 le principali attività in questo ambito hanno riguardato il supporto in loco e la consulenza tecnica, da parte di 1.000 esperti in tutto il mondo, per migliorare la produttività, preservare il suolo, l’acqua e le foreste, favorire la rotazione delle colture e contrastare il lavoro minorile; la formazione e il potenziamento delle competenze sul campo da parte degli agricoltori; la realizzazione di oltre 60 progetti e partnership in 19 paesi, focalizzati su obiettivi a lungo termine, per favorire lo sviluppo di nuove generazioni di coltivatori e l’emancipazione delle donne nel settore.

Per promuovere un’agricoltura realmente sostenibile, lo scorso anno BAT ha aderito a due importanti progetti: il “Sustainable Tobacco Programme” (STP), a cui hanno preso parte, a partire da giugno 2016, tutte le principali aziende internazionali produttrici di tabacco, per definire precisi criteri e standard condivisi per la valutazione e la scelta dei propri fornitori – che ha sostituito il “Programma di Responsabilità Sociale nella Produzione di Tabacco” (SRTP), adottato da BAT per oltre 15 anni. E il “Sustainable Agriculture and Farmer Livelihoods Programme” (SALF), rivolto esclusivamente ai fornitori di BAT, con l’obiettivo di garantire un adeguato livello ai mezzi di sostentamento ai coltivatori, rendere l’agricoltura un’attività apprezzata soprattutto dai giovani delle comunità rurali e valorizzare il tabacco come un prezioso strumento di crescita. Negli ultimi 10 anni, il Programma SALF, in Sri Lanka, ha riguardato oltre 75.000 persone, più di 19.000 famiglie e ha svolto un importante ruolo per supportare il Governo nella sua azione rivolta ad alleviare la povertà nel Paese. Questo stesso progetto ha consentito a BAT di mettere in campo in tutto il mondo (ma soprattutto in Paesi meno abbienti come Brasile, Messico ed Indonesia) iniziative volte a garantire la tutela e il rispetto dei diritti umani e una forte attività di contrasto del lavoro minorile.

Lo scorso anno, infine, BAT è riuscita a conseguire un punteggio pieno, ben il 100% secondo il prestigioso Dow Jones Sustainability Index (DJSI), confermandosi azienda leader per l’approvvigionamento delle materie prime: nel 2016, infatti, il 99% di tutto il legno necessario agli agricoltori legati a BAT nella cura del tabacco è stato ottenuto da fonti sostenibili.

Forte anche l’impegno della multinazionale nel nostro Paese, come spiega l’AD Conzonato: “In Italia il settore della tabacchicoltura è sempre stata un’area di grande valore economico, da preservare e supportare costantemente. Tra il 2011 e il 2015 BAT ha acquistato tabacco italiano per oltre 100 milioni di euro e, nel solo 2016, ha investito 20 milioni nell’acquisto di tabacco di elevata qualità proveniente dal Veneto, dalla Toscana, dall’Umbria e dalla Campania, nel quadro del nostro piano di investimenti da 1 miliardo in 5 anni lanciato nel 2014. E intanto stiamo lavorando a un nuovo protocollo d’intesa con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, sempre per l’acquisto di tabacco italiano, per valorizzare e assicurare ulteriore e concreta stabilità a tutta la filiera”.

Condotta Aziendale e Riduzione dell’Impatto ambientale

In tutte le sue attività di business, BAT adotta standard di condotta molto elevati che, nel 2016, le hanno permesso di confermarsi azienda leader nella Corporate Governance secondo il prestigioso DJSI. L’impegno del Gruppo si riflette in diversi settori e progetti di rilievo, tra cui: le politiche adottate in materia di lotta al contrabbando e alla contraffazione dei prodotti del tabacco; le iniziative di marketing responsabile, volte a contrastare il fumo minorile; la trasparenza fiscale: nel 2016 il contributo totale di BAT, tra accise e tasse versate in tutti i Paesi del mondo, ha toccato quota 30 miliardi di dollari (in Italia l’erario incassa ogni anno circa 3 miliardi di euro tra accise, iva e altre imposte); la salvaguardia dei diritti umani e la valorizzazione del ruolo delle donne nel Gruppo: oggi il 27% del Consiglio di amministrazione dell’azienda è costituito da donne e il 16% ricopre ruoli manageriali a livello globale, ma l’ambizione di BAT è di incrementare ulteriormente i ruoli dirigenziali “al femminile” entro il 2020.

BAT attribuisce grande importanza alle persone e alla loro crescita professionale, garantendo elevati standard di gestione nel campo delle Risorse Umane. Una politica che nel 2017 ha permesso a BAT Italia di ottenere, per il sesto anno consecutivo, la certificazione “Top Employer”: un importante risultato che conferma le eccellenti performance dell’azienda in ambito HR, in particolare per quanto concerne le condizioni di lavoro offerte ai dipendenti, le politiche di sviluppo del talento a tutti i livelli aziendali e i piani di gestione delle risorse umane. BAT ha ottenuto anche la certificazione “Top Employer Europe 2017”, che viene riconosciuta solo alle multinazionali certificate in almeno 5 Paesi europei.

Infine, sul fronte delle attività di contrasto ai fenomeni illeciti del contrabbando e della contraffazione di sigarette, BAT Italia negli anni si è particolarmente distinta nell’operare in prima linea al fianco delle Istituzioni: nel 2015, solo nel nostro Paese, sono stati consumati 4,4 miliardi di sigarette illegali (che rappresentano circa il 6% del consumo totale), con una conseguente perdita di circa 800 milioni di euro in mancati introiti per lo Stato. “La nostra azienda è sempre stata impegnata – afferma Conzonato – nella lotta al contrabbando e alla contraffazione dei prodotti del tabacco. Da anni sosteniamo con azioni concrete gli sforzi delle Autorità nel fronteggiare questi fenomeni criminali. Prima di tutto, attraverso la cooperazione con i Governi, con le Forze dell’ordine e con le organizzazioni Internazionali, come INTERPOL e OLAF. BAT ha, inoltre, realizzato diverse campagne istituzionali di comunicazione ad hoc, contribuendo a diffondere una corretta percezione delle gravi conseguenze che contrabbando e contraffazione hanno in termini economici e sociali, e ad evidenziarne il ruolo di importante fonte di finanziamento per la criminalità organizzata e per gruppi terroristici internazionali. Nell’ultimo anno, infine, la nostra azienda ha donato al Comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli 12 autoveicoli, per potenziare le attività di prevenzione e contrasto di questi fenomeni criminosi, che rappresentano una reale minaccia per tutto il Paese, sia in termini di mancati introiti per l’erario sia per il danno che arrecano alla società. Molte altre attività di supporto alle Istituzioni sono in cantiere per il 2017”.

Un’ultima nota positiva riguarda, infine, l’impatto ambientale della attività di business del Gruppo: nel 2016, BAT ha ottenuto ottimi risultati su questo fronte, arrivando a ridurre del 47% le sue emissioni di CO2 (rispetto alla baseline 2000); inoltre, c’è stato un risparmio del 16% nei consumi di energia elettrica e del 29% per l’uso di acqua (rispetto alla baseline 2007), registrando, infine, un -67% nella produzione di rifiuti.

Per maggiori informazioni e per scaricare la versione integrale del “Sustainability Report 2016” di BAT: 

www.bat.com/sustainabilityreport