‘Capelli di Venere’: ecco i batteri che potrebbero rivelare l’origine della vita

Per studiare l’origine della vita gli scienziati analizzeranno i ‘Capelli di Venere’, nati dopo un’eruzione vulcanica sottomarina. Si tratta di colonie di batteri scoperte in seguito all’eruzione del vulcano Tagoro, nelle Canarie. I luoghi dove potrebbe essere nata la vita sulla Terra avevano caratteristiche particolarmente estreme, come alte temperature ed esalazioni tossiche, condizioni nelle quali quasi nessuno riesce a sopravvivere. Tali batteri si sono rivelati tra le poche eccezioni in grado di vivere anche in ambienti così estremi.

Il lavoro di ricerca è stato coordinato dall’Italia, guidato da Roberto Danovaro, dell’Università Politecnica delle Marche e presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli e descritto sulla rivista Nature Ecology and Evolution. L’habitat dei ‘capelli di Venere’, ”potrebbe essere simile alle oasi idrotermali degli oceani primordiali, dove potrebbe essere nata la vita sulla Terra‘ ha osservato Danovaro. Secondo David Kirchman, dell’Università americana del Delaware, che ha scritto un approfondimento nello stesso numero della rivista, la scoperta potrebbe aiutare a rispondere ”alla domanda su come e dove si sia formata la prima cellula, che potrebbe aver ricavato l’energia in modo simile a come fanno questi microrganismi”.

Questi batteri, scoperti a 130 metri di profondità in seguito all’eruzione del vulcano Tagoro avvenuta tra ottobre 2011 e marzo 2012, sono comunemente chiamati Capelli di Venere (Thiolava veneris) in quanto le colonie formano filamenti bianchi. L’eruzione ha distrutto nove chilometri quadrati di fondale, spazzando via tutti gli organismi che vi abitavano. Nel 2014, quando i ricercatori hanno esplorato il fondale con l’ausilio di un robot sottomarino, hanno trovato tappeti di microrganismi attorno al cono del vulcano, in un ambiente estremo caratterizzato da temperature elevate, lava, poco ossigeno e sostanze tossiche come titanio e metano.

I batteri ricavano energia sia dall’ossigeno che dai composti di zolfo e di azoto. ”Utilizzano ogni risorsa e possono adattarsi a tutto, come era la vita all’inizio, prima di specializzarsi” ha osservato Danovaro. “I batteri sono anche diventati la base della catena alimentare di una comunità di organismi che ha colonizzato l’area, dimostrando che un sistema biologico puà rinascere anche dopo un’eruzione sottomarina. Il prossimo obiettivo – ha rilevato – sarà vedere come i batteri si evolvono e si distribuiscono.”