Clima, Carbon Disclosure Project: 14 utilities UE sopra i valori limite di CO2

MeteoWeb

Quattordici tra le maggiori utilities europee superano i valori limite di emissione di Co2 di 1,3 miliardi di tonnellate, l’equivalente dell’emissione annuale del Giappone. Verbund, Iberdrola, Fortum e Enel sono le compagnie che riportano i risultati migliori per quanto riguarda i parametri relativi all’emissione di Co2. Rwe, Cez, Endesa ed EnBW si posizionano invece in fondo alla classifica tra le compagnie analizzate. E’ quanto emerge dal rapporto ‘Charged or static’ di Carbon Disclosure Project (Cdp), che ha analizzato l’insieme delle principali utilities europee quotate, con una capitalizzazione di 256 miliardi di euro. Dal rapporto emerge che molte aziende fino al 2050 sono vincolate ad alte emissioni prodotte dalle attuali centrali elettriche a combustibili fossili e 14 miliardi di euro saranno a rischio, se le aziende non si impegneranno ad allinearsi con gli obiettivi climatici previsti dall’Accordo di Parigi. Il report mostra come le maggiori società di servizi restino fortemente dipendenti dai combustibili fossili, responsabili del 43% della loro produzione di energia elettrica. Quasi la metà di queste aziende produce più del 20% dell’elettricità dal carbone e si prevede che le 14 società nel loro complesso supereranno del 14% la quota massima di carbonio utile a mantenere l’incremento di temperatura al di sotto dei 2°C, o sotto il limite di 1,3 miliardi di tonnellate di gas che producono l’effetto serra. Questo nonostante l’Ue si prefissi l’obiettivo di fornire il 45% dell’elettricità da fonti rinnovabili entro 2030. I fornitori di energia elettrica sono responsabili di un quarto delle emissioni globali ed è necessario che riducano di più di due terzi (67%) le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030, per allinearsi con gli obiettivi stabiliti dall’Accordo di Parigi. La possibilità di un’inversione di tendenza a breve termine è limitata, a causa degli investimenti di capitale a lungo termine nelle centrali elettriche a combustibili fossili. Il settore presenta già segnali di transizione positivi, come emerge dalla scelta del Regno Unito di chiudere tutte le centrali elettriche a carbone entro il 2025 e dalle decisioni prese da E.On e Rwe di separare in aziende distinte le attività legate a fonti rinnovabili e quelle a combustibili fossili. I fornitori che producono maggiori quantità di energia dalle fonti rinnovabili riducono le emissioni a ritmi più sostenuti rispetto alle aziende che fanno affidamento sui combustibili fossili, responsabili di emissioni dieci volte superiori . Le utilities europee, commenta il Ceo di Cdp, Paul Simpson, “si trovano a un bivio ed è necessario che prendano delle decisioni in tempi rapidi. L’anno passato ha rappresentato una svolta per quanto riguarda il supporto e l’impegno a favore di politiche finalizzate allo sfruttamento di energia a basse emissioni di carbonio, ma l’industria fa ancora affidamento sui combustibili fossili per soddisfare il proprio fabbisogno energetico”. I prezzi di mercato, rileva Simpson, “mostrano che le fonti rinnovabili come l’eolico e il solare presentano oggi più che mai costi competitivi e che le aziende dovrebbero cercare di investire sulla forte crescita prevista per queste tecnologie. Le raccomandazioni della Task Force sulla trasparenza finanziaria in materia di clima (Tcfd) di Mark Carney rappresentano un altro segnale della crescente pressione degli investitori sulle compagnie affinché non solo siano trasparenti, ma si assumano il rischio della transizione. La missione di Cdp oggi è più importante che mai, e continuiamo promuovere una consapevolezza ambientale globale e a tenere traccia dei progressi aziendali nel raggiungimento di un riscaldamento terrestre ben al di sotto dei 2 gradi centigradi”. Il report attuale mette a fuoco le performance delle maggiori aziende in materia di cambiamento climatico, ed evidenzia come Verbund, Iberdrola, Fortum e Enel siano le compagnie che conseguono i risultati migliori rispetto ai parametri medi di emissioni di carbonio, mentre Rwe, Cez, Endesa ed EnBW si posizionano agli ultimi posti tra le compagnie che hanno condiviso i propri dati con Cdp.