Dal sistema di monitoraggio della glicemia senza puntura sul dito, a nuove valvole cardiache impiantabili senza aprire il torace, fino a sistemi per ridurre le dosi di radiazioni ricevute dai pazienti sottoposti a esami radiologici. Sono diversi i dispositivi medici high tech che hanno cambiato la vita di tanti pazienti italiani, molti dei quali frutto della ricerca e dell’innovazione sviluppata in America. A fare il punto oggi, a Roma, il convegno “US-Italia Patient Day 2017”, organizzato presso l’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia.
A passare in rassegna le novita’ introdotte di recente in Italia in settori come neurostimolazione alle cardiopatie congenite, chirurgia fetale in endoscopia e infezioni ospedaliere, sono state sei grandi aziende statunitensi: Medtronic, Johnson&Johonson Medical, Abbot, Edwards Lifesciences, GE Healthcare, Becton Dickinson. “La sfida di oggi – ha sottolineato Kelly Degnan, ambasciatore degli Stati Uniti ad interim – e’ quella di dare ai pazienti nuovi dispositivi medici e allo steso tempo garantire la sostenibilita’ del sistema sanitario globale”. Tra le novita’, un minidispositivo impiantabile in grado di sviluppare una microstimolazioni che aiuta il controllo della minzione e ripristina cosi’ la funzione del pavimento pelvico. O sistemi in grado di abbattere il numero delle infezioni ospedaliere, spesso causate da batteri multiresistenti, come quelle dovute alle infezioni da catetere o su sito chirurgico. O, ancora, il sensore applicabile con un cerotto, in grado di fornire un quadro completo del profilo glicemico e ridurre le ipoglicemie severe senza dover pungere il dito, gia’ utilizzato da 250mila pazienti con diabete nel mondo. Novita’ che possono portare risparmi a lungo termine. “Tutti i governi – ha concluso l’ambasciatore Usa – devono riconoscere il valore dell’innovazione, non solo per le terapie salvavita che esse portano ai pazienti, ma anche per l’impatto economico a lungo termine che hanno per la societa'”.
