Sono passati 47 anni da quando, nel 1962, la Giornata della Terra (Earth Day) fu lanciata dal senatore statunitense Gaylord Nelson, appoggiato dalla sensibilità in tema ambientale del presidente John Fitzgerald Kennedy. Da allora quello del 22 aprile è diventato un appuntamento fisso in tutto il mondo – sono 192 i paesi che vi aderiscono, per un totale di un miliardo di persone partecipanti – celebrato ogni anno un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera. Una necessità, quella di portare in primo piano i temi legati alla salvaguardia del pianeta e alla sostenibilità, diventata in quasi mezzo secolo sempre più urgente. Quest’anno al centro dell’attenzione – spiega Simone Gorla per LaPresse – c’è la difesa dell’integrità della scienza, sotto attacco da parte di politica e ingerenze esterne, da Washington, dove sfilano gli oppositori della politica ‘negazionista’ sul tema del riscaldamento globale di Donald Trump, a Roma dove si snoda la ‘Marcia per la scienza’.
Earth Day: il mondo si mobilita in difesa della scienza e del Pianeta


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