Farmaci, Assobiomedica: risparmi per 500 milioni con misure contro i superbatteri

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In Italia si potrebbero risparmiare almeno 500 milioni di euro l’anno solo applicando buone pratiche contro le multiresistenze agli antibiotici già utilizzate in altri Paesi europei. E’ la stima di Assobiomedica che accoglie “con entusiasmo il Piano contro i batteri multiresistenti del ministero della Salute” che dovrebbe arrivare entro la primavera, come anticipato dall’Adnkronos Salute. “Aspettiamo con ansia di conoscerne i dettagli”, ha dichiarato il presidente di Assobiomedica, Luigi Boggio. “Siamo convinti che il tema delle infezioni ospedaliere debba essere affrontato contemplando soluzioni inclusive della molteplicità dei soggetti coinvolti e con la consapevolezza che la prima risorsa fondamentale è l’accrescimento dell’informazione su questo tema”. Per Boggio “è innanzitutto importante sensibilizzare e informare il personale medico-sanitario in modo strutturato e introdurre buone pratiche cliniche come il lavaggio delle mani, la disinfezione dei dispositivi medici e degli ambienti ospedalieri. Ovviamente questo non basta, ma rappresenterebbe già un buon inizio non solo per ridurre il tasso di infezioni correlate all’assistenza sanitaria, ma anche per ottenere risparmi da reinvestire in programmi di formazione e nell’adozione di soluzioni tecnologiche che aiutino il controllo delle infezioni”. E le buone pratiche attuate in Italia potrebbero essere di grande impatto nel nostro Paese. A livello europeo, ricorda l’associazione dei produttori di dispositivi medici, Medtech Europe ha infatti proposto il modello “Step: Staff, Technology, Environment, Process” per la gestione contestuale del problema antimicrobico-resistenza e infezioni correlate all’assistenza. Il modello ‘Step’, infatti, “propone di agire in modo mirato su quattro categorie di risorse presenti in tutti i contesti di assistenza sanitaria, ovvero: la formazione del personale (Staff); l’introduzione di tecnologie innovative costo-efficaci (Technology); la riduzione dei rischi ambientali attraverso un adeguato livello di pulizia e igiene (Environment); la definizione di politiche sulla prevenzione dei rischi (Process)”. “Questo modello è stato pensato per incidere sia sui diversi livelli organizzativi sia su strumenti e mezzi utilizzati dagli operatori sanitari. Esso sposa appieno l’idea di un approccio di utilizzo inclusivo delle varie risorse disponibili che, grazie alla cooperazione e al lavoro interdisciplinare, permette di tendere verso l’obiettivo di diminuire il tasso di infezioni. Ci sembra di capire -conclude la nota di Assobiomedica- che l’approccio del Piano del ministero contro i batteri multiresistenti vada in questa direzione e auspichiamo che proceda oltre, analizzando anche gli altri aspetti del problema”.