Liguria, Val d’Aveto: poca neve e presenze dimezzate, si pensa a impianti artificiali

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“Purtroppo non abbiamo avuto neve naturale e non abbiamo potuto aprire gli impianti di risalita, cosa che si poteva fare se avessimo gli impianti di innevamento artificiale”. Così, all’Adnkronos, Maria Antonietta Cella, sindaco di Santo Stefano d’Aveto, località sciistica della Liguria, affacciata sul mare. Proprio qui, a 1012 metri di altitudine, 50 chilometri nell’entroterra di Chiavari, si concentrano gli impianti sciistici della Liguria, una delle due stazioni rimaste oltre a quella di Monesi, nell’imperiese, bloccata e resa inservibile da un movimento franoso che ha coinvolto la zona dopo l’alluvione dello scorso autunno. Una stagione difficile, un clima caldo, pochissimi fiocchi e il meteo che non ha aiutato gli operatori a far partire gli impianti e a lanciare il turismo legato agli sport invernali. “Montagna senza neve, abbiamo aperto solo pochi giorni a Natale e pochi week end – spiega il sindaco, facendo un bilancio dell’inverno 2016-2017 – Gli appassionati della Val d’Aveto, della montagna, ci sono stati ma è una percentuale minore. Se agli escursionisti si uniscono gli sciatori i numeri diventano interessanti. Al momento si sono abbondantemente dimezzate le presenze rispetto all’anno scorso, quando avevamo registrato circa 6-7 mila turisti, nella stagione sciistica”. A Santo Stefano d’Aveto negli anni gli investimenti sono serviti a migliorare e rinnovare impianti sciistici e strutture. Ma manca un tassello, quello per far fronte a stagioni con poca neve, come quella appena trascorsa. “Abbiamo due tronconi di risalita, con seggiovia biposto e uno skilift – spiega Cella – Stiamo preparando un piano di sviluppo per gli impianti di innevamento artificiale che presenteremo alla Regione per poterci mettere alla ricerca di fondi europei e dare una prima risposta alle famiglie, che sono nostro target”. L’investimento sarebbe di circa 500-700mila euro. “Prevede la costruzione di un bacino di accumulo, pompe per mandare in pressione l’acqua sui tubi e poi, in base al numero di cannoni e di piste da innevare, cambia la cifra – sottolinea il sindaco – Con i professionisti che stanno studiando la situazione e il progetto abbiamo fatto due incontri, devono fare un ultimo sopralluogo per dettagliare”. La richiesta è quella di trovare fondi europei per sostenere il rilancio delle stazioni turistiche dell’entroterra e delle vallate, come già accaduto ad esempio per l’appennino emiliano. “Sono fiduciosa del fatto che, se ci sono finanziamenti a bilancio, non si neghi un investimento per la Val d’Aveto, l’unica stazione sciistica della Liguria – aggiunge il sindaco – Se si vuol dare un senso ai finanziamenti fin qui erogati per realizzare la stazione sciistica della Val d’Aveto serve continuare e concludere con l’impianto di innevamento artificiale. Se no è come dire: ‘Ti compro una bella macchina e poi non ti do i soldi per la benzina'”. “Sviluppare il turismo sciistico e la nostra impiantistica – conclude Cella – significa creare un movimento economico su tutti i comuni che vengono attraversati dalle strade di tutta la viabilità principale. Monesi oggi è compromessa da un movimento franoso, l’unica che potrebbe funzionare, in caso di non neve, è la stazione per lo sci di Santo Stefano d’Aveto”.