Operaio si ammala di Parkinson e viene licenziato, la ditta: “Questa è un’azienda, non un istituto di carità“

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Si ammala di Parkinson e viene licenziato perché considerato “inabile al lavoro“. Un uomo di 59 anni, residente a Cuorgnè, dipendente della Teknoservice, un’azienda che si occupa della raccolta rifiuti nel Canavese, ha perso il posto di lavoro. Dopo essersi ammalato l’azienda ha giustificato il licenziamento sostenendo che non ci sono ruoli disponibili alla sua situazione nello stabilimento dove lavorava. L’uomo era stato assunto nel 2006 dall’allora consorzio Asa, ed è passato in forza alla Teknoservice nel 2013, quando l’azienda pubblica è fallita. Nel 2014 ha scoperto di essere malato. Dopo oltre due anni di lavoro saltuario a causa della malattia, l’operaio è stato sottoposto a un controllo medico da parte dell’azienda, lo scorso febbraio, che lo ha privato dell’idoneità alla mansione di raccoglitore. La Teknoservice ha proceduto al licenziamento che ora i legali dell’operaio impugneranno al tribunale del lavoro di Ivrea.

Non hanno avuto alcun rispetto della mia vicenda e della mia persona“, spiega l’uomo, Franco Minutiello. “Stiamo studiando il caso – precisa il suo avvocato, Silvia Ingegnerima c’è da dire che Minutiello è stato particolarmente sfortunato”, mancavano solo due anni infatti alla possibilità di pensione anticipata. “Mi sono dovuto assentare parecchio per le cure, non stavo bene e non potevo più svolgere la mia attività di netturbino come volevo e come pretendeva l’azienda da me“, ricorda Minutiello. E, ora, le dichiarazioni sconcertanti dell’azienda: “Conosciamo bene la situazione di questo signore e ci dispiace molto per la sua malattia. Ma questa è un’azienda, non un istituto di carità”, dice Alberto Garbarini, responsabile della Tekonservice. “Per noi lavorano già quasi trenta persone inabili. Per un dipendente malato in più non c’erano altre mansioni idonee da svolgere”.