Il ricorso al Tar della sindaca Raggi per bloccare il parco del Colosseo “non me l’aspettavo”, dice il ministro Dario Franceschini in un’intervista al Messaggero: tra l’altro “il Colosseo e’ arrivato solo un anno e mezzo dopo”, prima “ne’ De Magistris, ne’ Pisapia, ne’ Appendino, ne’ Nardella, a nessuno e’ venuto mai in mente di impugnare questo provvedimento”. Replicando all’obiezione del Comune che lo Stato voglia gestire in autonomia il territorio della citta’, sottolinea: “Non cambia nulla nel rapporto tra l’area archeologica centrale e la citta’. La parte a pagamento resta accessibile col biglietto, la parte aperta alla citta’ resta libera. Nessun enclave al centro di Roma”.
L’accusa al ministero e’ di tenere per se’ i soldi del Colosseo: “Stupidaggini e falsita'”, dice Franceschini, “sono fake news di un sindaco. Fino ad oggi i proventi delle vendite dei biglietti di Colosseo e area centrale restavano per l’80 per cento alla Soprintendenza di Roma, e il 20 per cento andava al fondo di solidarieta’. Non cambia nulla”. “Io – dice il ministro – la Raggi l’ho incontrata prima di firmare il provvedimento. Ho incontrato lei e l’assessore Luca Bergamo. Ho illustrato il disegno. Loro hanno espresso le perplessita’. Ho chiesto: volete che questo incontro sia reso pubblico? Loro hanno riposto: preferiamo di no. E io non l’ho reso pubblico. La risposta ad una correttezza istituzionale e’ quella di ieri. Finito un incontro in cui siamo insieme vengo a sapere subito dopo dalle agenzie di stampa del ricorso al Tar. Questo non e’ scontro tra Pd e M5S. Qui e’ in ballo il futuro del parco archeologico piu’ importante del mondo e io ho il dovere di lavorare per valorizzarlo“, conclude.
