Sono tanti i riti tradizionali legati alla Pasqua che si celebrano in Emilia-Romagna. Uno dei più affascinanti e affollati è senz’altro la Processione del Venerdì Santo nel borgo medioevale di Montefiore Conca (Rimini). E’ una tradizione che si ripete ogni anno, un rito antichissimo le cui origini si perdono nel tempo. Non è la tradizionale via Crucis ma la deposizione del Cristo morto. In religioso silenzio, la processione parte dall’alto del monte Auro, luogo simbolico del Golgota, per scendere verso il paese, illuminata solo da fiaccole e fuochi accesi lungo il percorso. Si porta in processione la statua del Cristo morto che è antichissima e, ogni venerdì santo, la mattina, viene lavata con il latte. Ogni personaggio della processione rappresenta una famiglia e il ruolo viene tramandato di generazione in generazione. La processione viene rappresentata ogni anno, qualsiasi cosa accada: si è svolta anche durante la Seconda guerra mondiale. Solitamente, inizia con una cappa (un personaggio) nera che suona la tarabaccola, a seguire la ‘compagnia della Buona Morte’, i soldati romani, Ponzio Pilato, Barabba, le tre Marie, i tre apostoli, Giuda, il sommo sacerdote Caifa, gli angeli che portano i misteri della passione di Cristo e, infine, il Cireneo con la cappa rossa che porta la croce di Cristo. La banda segue la processione suonando la Marcia funebre di Chopin. La processione, scendendo dal monte Auro, arriva nella chiesa parrocchiale di San Paolo, dove il sacerdote ptronuncia una breve omelia, riflettendo sul significato del Venerdì Santo. Poi si riparte, arrivando alla chiesa dell’Ospedale che rappresenta il sepolcro. Viene posata la statua del Cristo morto al centro della piccola chiesa sconsacrata e tutti i visitatori si apprestano al bacio del Cristo, baciando la statua. Ai personaggi che hanno partecipato viene poi distribuito il pane benedetto. La processione si svolgerà quest’anno venerdì 14 aprile intorno alle 21. Anche a Montegridolfo (Rimini), va in scena una rappresentazione storica, con oltre cento attori in costume romano, il tutto ambientato nell’antico Castello della Signoria Malatestiana. A Castrocaro Terme, un comune della provincia di Forlì-Cesena, il giorno di PASQUA ha luogo la ‘Processione della Madonna dei Fiori’. Si tratta di una solenne manifestazione che ha lo scopo di esprimere e rinnovare i ringraziamenti della popolazione per l’intervento miracoloso della Madonna, alla quale la tradizione attribuisce la fine della terribile pestilenza del 1632. la processione, che porta l’immagine della Madonna dei Fiori per le vie del paese, è preceduta dai Vespri solenni. Ogni anno, invece, nella giornata di PASQUA, il paese di Fiorenzuola d’Arda (Piacenza) diventa teatro di una singolare manifestazione che ha come protagonista l’uovo. La festa prevede la partecipazione di moltissime persone e prende il nome dalle due estremità dell’uovo ‘ponta’ (la punta) e ‘l’cull’ (il fondo). ‘La ponta e il cull’ è un’originale prova di abilità, durante la quale si utilizza una grande quantità di uova sode. Ogni concorrente, armato di uovo, deve rompere la punta dell’uovo avversario. Durante la festa, le strade e le piazze della città sono invase da uomini e donne di tutte le età che si sfidano nella battaglia. I giocatori si sfidano a due a due, muniti di un uovo sodo. Si inizia facendo punta contro punta e, se questa si rompe, si fa fondo contro fondo. Se l’uovo si rompe da entrambe le parti, lo si cede al vincitore che passa a sfidare un altro concorrente. Pare che ogni volta, in questa guerra, vengano distrutte più di diecimila uova. Partecipano alla gara contendenti di ogni età e sesso, alcuni sono dilettanti, mentre altri sono esperti della gara. La festività della PASQUA si rinnova anche nel piccolo borgo della Val Tramazzo a Tredozio (Forlì-Cesena), con la Sagra e il Palio dell’uovo, una manifestazione nata nel 1964. Mille i colori, tra uova variopinte, costumi e giochi. L’uovo, protagonista dell’evento, è al centro della ‘battitura dell’uovo’ sodo che riprende un antico rituale che attraversa i giorni della PASQUA, oggi diventato nelle sue trasformazioni appunto una gara. La battitura delle uova sode era, ed è ancora, diffusa in altri centri d’Italia, come rituale propiziatorio alla primavera. Si esegue presso la chiesa al centro del borgo e, a seguire, nel pomeriggio, nella piazza Vespignani, l’area dei giochi dove si svolgeranno le gare con il pubblico. A tutti verrà consegnato un uovo e parteciperanno così alla ‘Maxi battitura’; al vincitore sarà riservato un premio. Con l’uovo, poi, si fa l’impasto, si tira la sfoglia e si dà vita alla ‘Gara delle sfogline’. Ma la sagra è attesa soprattutto per il ‘Campionato nazionale dei mangiatori di uova sode’. La chiusura dell’evento spetta al 12° Palio femminile; una disfida sul selciato della piazza compasta da quattro avvincenti gare tra cui ‘L’uovo nel pagliaio’ e ‘L’uovo guancia guancia’. Premiazioni, festeggiamenti, mostre e mercato caratterizzano la festa che si chiude in serata, in attesa della giornata di Pasquetta quando si tiene il Palio Maschile dell’uovo. Il Palio ha inizio con la sfilata dei 4 gruppi rionali e i loro carri allegorici. Parte poi la sfida sul fiume, composta da 4 gare tra cui la frenetica battaglia delle uova. Durante le due giornate di Festa ci sarà il mercato ambulanti e la mostra sull’uovo. A Bologna, invece, si trascorre rigorosamente secondo tradizione il Lunedì di Pasquetta, con lunghe passeggiate alla volta del Santuario di San Luca che domina la città dal Colle della Guardia. Dall’Arco del Meloncello, in via Saragozza, si percorrono i secolari portici per arrivare sull’ultima rampa di scale, varcare l’ingresso della Basilica e rendere omaggio alla Madonna di San Luca. La manifestazione religioso-popolare più importante della regione, in occasione della PASQUA è però senz’altro la “Via Crucis” vivente di Frassinoro (Mo) che risale ai tempi della Controriforma. Per vederla, però, bisognerà aspettare il 2018 perché si tiene solo ogni tre anni. Durante la cerimonia gli abitanti del borgo compongono quadri viventi che raffigurano i vari episodi della Passione di Cristo.
Pasqua: dal bacio del Cristo al Palio dell’Uovo, i riti in Emilia-Romagna


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