La Pasqua è una festività ricca di simboli, la maggioranza dei quali religiosi; altri legati al folklore e alle tradizioni.
Tra i simboli per antonomasia della festività:
FUOCO: simbolo fondamentale nella liturgia cristiana, il fuoco è la massima espressione del trionfo della luce sulle tenebre, del calore sul freddo e della vita sulla morte. Durante la ricorrenza pasquale questo simbolo raggiunge la massima celebrazione attraverso il rito del fuoco nuovo e dell’accensione del cero.
Nella notte di Pasqua, un fuoco viene acceso fuori la chiesa, intorno ad esso si raccolgono i fedeli e proprio da questo fuoco viene acceso il CERO PASQUALE, simbolo di Cristo, vera luce che illumina ogni uomo. La sua accensione rappresenta la resurrezione di Cristo, la nuova vita che ogni fedele riceve da Cristo e che, strappandolo alle tenebre, lo porta nel regno della luce assieme agli angeli. Dopo l’accensione del cero con il fuoco nuovo una processione lo accompagna all’interno della Chiesa. Questa processione di fedeli simboleggia il nuovo popolo di Dio, che segue Cristo risorto, luce del mondo.ACQUA: L’acqua è davvero una realtà polivalente: disseta, pulisce e purifica, ci rinfresca nei giorni di calura; è fonte di vita per i campi e dà origine alla forza idraulica. Nella liturgia della solenne notte e in altri riti liturgico sacramentali essa assume significato come acqua che purifica; segno di Cristo, acqua viva che spegne ogni sete e simbolo di vita e di morte.
Nella Veglia pasquale, la notte battesimale per eccellenza, l’acqua, come linguaggio simbolico, raggiunge l’apice di solennità e di significato. Anche quando non ci sono battesimi, in quella notte in tutte le comunità cristiane si commemora il Battesimo, sacramento per mezzo del quale siamo radicalmente assunti e incorporati alla pasqua di Cristo, passaggio dalla morte alla vita. Le altre domeniche sono come il prolungamento e rinnovazione settimanale della domenica per eccellenza, la festa di Pasqua.
Altri simboli:
COLOMBA, che ricorda il racconto biblico del Diluvio Universale: cessata la pioggia, Noè fece uscire per tre volte dall’arca una colomba. Quando questa tornò, portando in mano un ramoscello d’ulivo. Noè capì che le acque si erano abbassate, segno che l’ira divina era ormai placata e la terra era di nuovo abitabile. Per i Cristiani la colomba simboleggia la pace tornata tra cielo e terra, la riconciliazione dell’uomo con Dio operata da Gesù con la sua morte e Risurrezione.
CONIGLIETTO E LEPRE: Tra le molte allegre immagini pasquali, vi è quella del simpatico coniglietto che porta le uova. La sua presenza richiama alla lepre che, sin dai primi tempi del Cristianesimo era presa a simbolo di Cristo. Come Gesù stesso aveva detto di sé “Le volpi hanno una tana e gli uccelli un nido, ma il Figlio dell’uomo non ha un posto dove poter riposare” , così anche la lepre non ha tana né case, è un animale gentile che simboleggia la nuova vita primaverile. Col suo manto che cambia colore secondo le stagioni, viene indicata da Sant’Ambrogio come simbolo della Resurrezione.
AGNELLO: L’agnello, invece, si ricollega all’episodio biblico della liberazione degli Ebrei dalla schiavitù egiziana. Prima di mettersi in viaggio verso la Terra Promessa, gli Israeliti ricevettero l’ordine di sacrificare in ogni famiglia un agnello e di segnare col loro sangue le imposte delle loro case. Nella notte l’Angelo del Signore imperversò sui sudditi del Faraone, facendo morire tutti i primogeniti degli uomini e degli animali ma risparmiando le case degli Ebrei segnate col sangue dell’agnello. Per i Cristiani questo animale mite e innocente divenne il simbolo di Gesù, l’Agnello di Dio che con il suo sacrificio ha liberato gli uomini dalla schiavitù del peccato.
CAMPANE: Le campane, strumenti musicali e di culto, hanno la funzione di annunciare ai fedeli, a seconda del suono emesso, sventura, lutto o festa. Lo scampanio di Pasqua annuncia, come noto, la Resurrezione.
UOVO: ha rappresentato la perfetta raffigurazione, tra tutti gli elementi naturali, del racchiudere, del proteggere. Ha rappresentato, nella storia, mistero, magia, medicina, nutrimento, presagio. Nell’antichità, disegni ovoidali erano usati durante molti riti primaverili. I Romani, I Galli, i Cinesi ritenevano l’ovale la raffigurazione dell’universo. I Persiani si scambiavano questo dono quale segno di benvenuto alla primavera, celebrata con riti per la fecondità e il rinnovamento della natura. Un detto romano era “Omne vivum ex ovo”, un’epoca in cui seppellivano un uovo nei loro campi per propiziare un buon raccolto, mentre le giovani donne credevano di poterlo usare per predire il sesso del loro bambino. In era cristiana il simbolismo dell’uovo è virato, andando a rappresentare non più la rinascita della natura, ma la resurrezione dell’uomo, ed è stato adottato come simbolo della Pasqua. Ancora una volta è simbolo di rinascita ma questa volta della resurrezione di Cristo: il guscio rappresenta infatti la tomba dalla quale Gesù uscì vivo.


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