Pasqua: il cioccolato anti-stress e amico del cuore ma occhio al rischio orticaria

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Un goloso anti-stress ‘alleato’ di sonni tranquilli, ma anche amico del cuore grazie alla presenza di polifenoli dall’effetto “antinfiammatorio ed antiaggregante”, e persino nemico della carie, secondo recenti ricerche. A mettere in luce le virtù del cioccolato, protagonista delle feste pasquali, è Simona Chialastri, nutrizionista biologa all’Ini, Istituto neurotraumatologico italiano e docente all’università di Roma Tor Vergata, che avverte: “Occhio, perché può anche essere causa di allergie, con prurito, orticaria e disturbi digestivi, probabilmente – spiega all’Adnkronos Salute – per la presenza di sostanze tanniche che ostacolano la completa scomposizione in amminoacidi delle proteine”.
In questo periodo il cioccolato è l’incontrastato protagonista degli scaffali dei supermercati, ma è un alimento buono per la nostra salute o no? “Innanzi tutto – precisa Chialastri – occorre capire di quale cioccolato si tratta, infatti secondo l’attuale legislazione si distingue in: cioccolato extra, con almeno il 45% di cacao totale e il 28% di burro di cacao, che viene considerato il più pregiato. Cioccolato finissimo, in cui il contenuto di cacao totale deve essere almeno il 43% ed il burro di cacao il 26%. Cioccolato, con un contenuto minimo di cacao deve del 35%; cioccolato comune: ha un contento di cacao totale del 30% e in genere viene utilizzato per le preparazioni dolciarie; cioccolato al latte, che deve contenere almeno il 14% di latte ed il 25% di cacao e non più del 55% di zucchero; cioccolato finissimo al latte: deve contenere almeno il 18% di latte ed il 30% di cacao e lo zucchero non deve superare il 50%; cioccolato bianco, contiene almeno il 20% di burro di cacao”.
Ebbene, “il cioccolato rappresenta una delle principali fonti di flavonoidi, composti con una spiccata attività antiossidante. Quello fondente ne contiene le quantità maggiori, mentre sono praticamente assenti nel cioccolato bianco, e in quello al latte ne ritroviamo pochi; comunque l’aggiunta del latte sembra ridurre l’assorbimento di tali sostanze”.
“L’elevato apporto di grassi del cioccolato stimola la secrezione di colecistochinina, un ormone prodotto dallo stomaco capace di dare senso di sazietà, con effetti rilassanti sulle attività celebrale – continua la nutrizionista – agisce a livello ipotalamico, la zona del cervello dove si trovano le cellule che regolano la fame e la sazietà. Diversi studi, tra cui una ricerca condotta dall’Università di Melbourne su pazienti con problemi di ipertensione, affermano che un consumo moderato di cioccolato fondente può portare numerosi benefici, come la riduzione del rischio cardiovascolare. Inoltre, è particolarmente ricco di ferro e magnesio”.
“Il cioccolato fondente è anche ricco di triptofano, importante per la sintesi di serotonina, un neurotrasmettitore che favorisce comportamenti più sereni e sonni più tranquilli. Infine, come confermato da uno studio dell’università di Osaka, è considerato un buon anticarie, grazie alla presenza di sostanze antibatteriche”, afferma.
Occhio però all’elevato apporto calorico: una tavoletta da 100 g di cioccolato fondente “fornisce poco più di 500 kcal. Un consumo elevato, quindi, non va molto d’accordo con la dieta. Inoltre, il cioccolato può essere causa di allergie e contiene teobromina, una sostanza molto simile alla caffeina, per cui è meglio non esagerare con le quantità, sopratutto nei bambini. Ed è controindicato – spiega Chialastri – nella calcolosi renale ossalica, per la presenza di alte dosi di acido ossalico. A causa dell’alto contenuto di grassi, è controindicato anche nei soggetti con colecistite. Infine ne viene sconsigliato il consumo anche chi soffre di gotta, a causa dell’altro contenuto di purine (sostanze azotate presenti negli acidi nucleici)”. Dunque, “benvenuto cioccolato, alimento con mille qualità, ma – conclude l’esperta – attenzione alle quantità: la moderazione ancora una volta è la scelta migliore”. (AdnKronos)

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