Ricerca, Della Vedova: “Grande strumento di soft power per l’Italia”

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La comunità scientifica internazionale attiva in Antartide si incontra a Roma: 60 delegati provenienti da 14 Paesi sono riuniti alla Farnesina per il seminario “Piano di ricerca e Monitoraggio dell’area marina protetta della Regione del Mare di Ross in Antartide” che – da oggi a venerdì – ha l’obiettivo di sviluppare un piano, appunto, per preservare la più vasta area marina protetta al mondo nella regione del Mare di Ross. Si tratta di una regione intatta che un gruppo di Paesi facenti parte della Commissione per la conservazione delle risorse marine viventi dell’Antartide (CCAMLR) ha deciso di proteggere. L’Italia, che ha contribuito alla nascita dell’area, rappresenta un punto di riferimento per la ricerca scientifica internazionale ed è pronta a fornire il suo patrimonio di conoscenza.

Questa occasione “è un modo per riaffermare l’impegno consolidato della presenza italiana nella ricerca in Antartide, in particolare per i temi legati al cambiamento climatico“, ha detto il sottosegretario agli Affari esteri, Benedetto Della VEDOVA, a margine del seminario. “La ricerca scientifica, in particolare su temi la cui dimensione globale è evidente, è un modo per esercitare un soft power che caratterizza il nostro Paese” ha sottolineato il sottosegretario agli Esteri. In Antartide l’Italia è presente con “progetti di ricerca molto importanti finanziati con risorse importanti”, ha continuato il sottosegretario spiegando che “soprattutto in una stagione in cui gli impegni multilaterali sulla ricerca e sugli impegni vincolanti comuni – in particolare sul clima – sono un po’ sotto pressione, per noi è importante riaffermare questo impegno corale in cui l’Italia da ormai trenta anni ha un ruolo importante e soprattutto riconosciuto”. I Paesi membri del CCAMLR sono chiamati ora ad assicurare l’efficacia della storica misura di conservazione e preservare quest’importante area incontaminata del pianeta: si tratta dell’iniziativa più rilevante a livello mondiale di tutela dell’ambiente marino.

“La Farnesina è molto entusiasta di aver potuto ospitare un seminario che in qualche modo rilancia la nostra leadership in Antartide e, in modo particolare, in una regione dove la ricerca italiana è un punto di riferimento molto importante per la comunità scientifica internazionale”, ha commentato Eugenio Sgrò, Consigliere d’Ambasciata e coordinatore per la partecipazione dell’Italia ai programmi multilaterali riguardanti l’Antartide del ministero degli Affari esteri. “Siamo anche molto entusiasti della partecipazione e della risposta che c’è stata da parte della comunità scientifica che si è riunita qui a Roma – ha proseguito Sgrò -. Per la scienza italiana si apre una finestra di opportunità per affermare i risultati delle sue ricerche in quest’area importantissima del pianeta”.