S’infiammano i tropici: dal Sahel all’India esplode il gran caldo, primi +47°C in Pakistan

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La stagione calda inizia ad entrare nella sua fase clou lungo la fascia tropicale, a causa dei passaggi “zenitali” del sole a nord dell’equatore. In questi ultimi giorni il caldo si sta ulteriormente rafforzando, soprattutto nelle aree continentali, dove stazionano i solidi anticicloni sub-tropicali, ben strutturati fino all’alta troposfera. Dall’India al Messico, passando per le aree dell’Africa sub-sahariana e i paesi dell’Asia meridionale e dell’America centrale, è un continuo susseguirsi di ondate di calore, con i termometri che schizzano abbondantemente al di sopra del muro dei +40°C all’ombra, con punte di oltre i +45°C +46°C nel cuore dell’area saheliana e lungo le zone desertiche più interne della penisola Arabica, dove domina un robusto regime anticiclonico, di tanto in tanto disturbato dal passaggio del ramo principale del “getto sub-tropicale”, che dal Sahara si muove rapidamente in direzione della penisola Arabica, proseguendo in direzione dell’Iran, Pakistan e India. In queste ultime due settimana va sottolineato l’intenso riscaldamento che si sta verificando sull’Africa sub-sahariana, lungo la fascia saheliana, dal deserto sudanese fino all’entroterra di Senegal e Mauritania, dove la colonnina di mercurio ha più volte sfiorato la soglia dei +45°C +46°C. Negli ultimi giorni il caldo tropicale si sta intensificando notevolmente in molte aree dell’India meridionale e centrali, con i termometri che si spingono oltre la soglia dei +43°C +44°C all’ombra. In Pakistan in questi ultimi giorni sono stati registrati i primi +47°C del 2017, la temperatura massima più alta finora registrata sulla Terra dall’inizio del nuovo anno.

caldo IndiaProprio in questo periodo dell’anno, in India come nel vicino Pakistan, sta entrando di scena la fase pre-monsonica, che solitamente culmina con una forte ondata di calore, che fra maggio e inizio giugno abbraccia buona parte dell’India e il Pakistan, facendo lievitare i termometri fino oltre il muro dei +47°C +48°C, con picchi isolati di +49°C, avvicinandosi occasionalmente pure ai fatidici +50°C. Questi picchi estremi solitamente si archiviano sempre nelle stesse zone, quelle penalizzate dall’orografia, spesso ubicate in profonde valli interne o canyon che le proteggono dai principali flussi eolici che si attivano sul territorio arido e semi-desertico del territorio pakistano.

Il gran caldo atteso nei prossimi giorni in Medio Oriente
Il gran caldo atteso nei prossimi giorni in Medio Oriente

Basta ricordare che in Pakistan il sito archeologico di Moen Jo Daro è il detentore del record di caldo asiatico assoluto e del secondo valore termico più alto al mondo, con gli storici +53.5°C stabiliti il 26 maggio 2010, quando la città di Sibi si attestò sui +53.0°C. Nelle prossime settimana il caldo qui diventerà sempre più forte, soprattutto nel settore interno pakistano, dove il sole prossimo allo “Zenit”, il prevalente regime anticiclonico in quota, la debole ventilazione e l’aria molto secca nei bassi strati inaspriranno notevolmente la gran calura che tenderà ad accumularsi nei medi e bassi strati. Questo forte riscaldamento dell’intera fascia tropicale, nelle prossime settimane, avrà importanti ripercussioni climatiche sull’area mediterranea, spalancando le porte per le prime vere “scaldate tardo primaverili”.

Deserto%20Bianco%201Questo intenso riscaldamento dell’area indo-pakistana e il calo dei valori barici al suolo favoriranno, nelle prossime settimane, la formazione di una vasta depressione termica che prende sempre più forma sulle pianure del Gange e nel nord dell’India, con valori che scendono sotto i 994 hpa. Questo crollo della pressione atmosferica, in prossimità del suolo, creerà un importante “gradiente barico orizzontale” fra l’oceano Indiano settentrionale, il Corno d’Africa e le coste dell’Asia meridionale, che causerà una rapida intensificazione del flusso monsonico sud-occidentale che dall’oceano Indiano nord-occidentale e dal mare Arabico tende a dirigersi verso le coste meridionali pakistane e l’India occidentale.

Rwavn362Entro la fine del mese di maggio il flusso monsonico sud-occidentale si intensificherà notevolmente in prossimità delle coste della Somalia settentrionale, l’isola di Socotra e lo specchio di mare ad ovest delle coste dell’India sud-occidentale, dove soffieranno intensi venti da SO e O-SO (“getto somalo”) che assumeranno carattere di burrasca in mare aperto. I venti intensi però rimarranno ancora in mare aperto, in attesa dell’ulteriore spostamento verso nord dell’ITCZ che viene temporaneamente bloccato dal basso posizionamento del “getto sub-tropicale” fra Medio Oriente e altopiano tibetano. Una condizione che potrebbe determinare un ritardo dell’entrata del Monsone sul sub-continente indiano.