Sostenibilità: dal clima al benessere, un manifesto per la città del futuro

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Risposta alla sfida climatica, tutela del patrimonio naturale e culturale, rigenerazione urbana, riqualificazione della città e del patrimonio edilizio, benessere dei cittadini. Sono i temi portanti del Manifesto della green economy per la città futura presentato oggi a Roma in occasione del Meeting di Primavera, organizzato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile in preparazione degli Stati generali della Green Economy 2017. Il Manifesto, elaborato dal gruppo di lavoro creato nel 2016 in occasione della V edizione degli Stati generali della green economy, ha già ricevuto l’adesione di architetti di fama internazionale tra cui Richard Meier, Richard Rogers, Thomas Herzog, Paolo Desideri e di esponenti del mondo dell’economia e del lavoro quali i rappresentanti di Ance e Federcasa, Susanna Camusso (Cgil), Annamaria Furlan (Cisl) ed esponenti del mondo della ricerca, quali l’Enea e l’Istituto Nazionale di Urbanistica. Un percorso programmatico in 7 punti per disegnare la città del futuro integrando qualità ecologica, sociale ed economica e allineare l’Italia alle altre realtà europee e internazionali che hanno già avviato programmi e iniziative in direzione green. Come ad esempio Copenhagen, che nel 2009 ha fissato l’obiettivo di diventare carbon neutral entro il 2025; Amburgo ha pianificato una rete ciclo-pedonale alla quale sarà riservata la circolazione nel 40% della città entro il 2035; negli Stati Uniti 25 città riunite nel Sierra Club hanno adottato un programma per arrivare a consumare solo energia rinnovabile, puntando a raggiungere l’adesione complessiva di 100 città; il ”Programme National de Rénovation Urbaine” della Francia ha attivato la rigenerazione di 530 quartieri in tutta la Francia, con circa 4 milioni di abitanti, con un fondo economico, in partnership pubblica e privata, di oltre 40 miliardi. ”Il Manifesto – dichiara Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile – vuole aprire un’interlocuzione con l’architettura e con l’urbanistica, come chiave per il rilancio del protagonismo delle città italiane”. Un’interlocuzione che “può diventare anche un traino formidabile per lo sviluppo di una green economy nelle città”. Questa la road map in 7 tappe tracciata nel Manifesto: puntare sulla green economy per affrontare le sfide delle città; affrontare la sfida climatica con misure di adattamento e di mitigazione centrate sulla riqualificazione bioclimatica ed energetica; fare della tutela del capitale naturale e della qualità ecologica dei sistemi urbani la chiave del rilancio di architettura e urbanistica; tutelare e incrementare il capitale culturale, la qualità e la bellezza delle città. E ancora: promuovere la rigenerazione urbana e la riqualificazione del patrimonio esistente; qualificare gli edifici pubblici con progetti innovativi e con la diffusione dell’approccio del ciclo di vita; progettare un futuro desiderabile per le città. Ma perché un manifesto per le città? Perché nelle città vive oltre il 50% della popolazione mondiale, si produce l’80% del Pil e il 70% delle emissioni di gas serra. Le città sono anche i luoghi dove si concentrano investimenti – che le Nazioni Unite stimano in 1,3 trilioni di dollari al 2019 – e si creano opportunità di nuova occupazione attraverso politiche di green economy. Il Manifesto della green economy per la città futura è aperto all’adesione di tutti coloro che vogliano sostenere il movimento delle città italiane verso uno sviluppo sostenibile. È possibile sottoscriverlo accedendo al sito web: www.statigenerali.org/manifesto