Stamina, l’Istituto Coscioni: “Basta illusioni, la magistratura sia rapida”

“Basta con le illusioni e le false speranze”. Dopo il fermo di Davide Vannoni, padre del cosiddetto metodo stamina, Maria Antonietta Farina Coscioni, presidente dell’Istituto Luca Coscioni, auspica che “la magistratura operi per una volta con celerità. Nel caso specifico dell’arresto di Davide Vannoni – afferma in una nota – è fondamentale che sia messo nella impossibilità di proseguire nella sua azione di speculazione e illusione attraverso uno pseudo-metodo, che la scienza respinge e condanna. E’ odioso speculare e illudere persone sofferenti”, sostiene, pur premettendo che “non ci si deve mai rallegrare per arresti e fermi che precedono la condanna definitiva”.

“Per Vannoni – ricorda Farina Coscioni – l’accusa è di associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità, truffa aggravata, somministrazione di farmaci non conformi. Dalle intercettazioni effettuate sembrano emergere persistenti e reiterati contatti volti a individuare una nuova località estera per riprendere l’attività. Non c’è dubbio che questa attività di inganno e illusione va contrastata, fermata. Non solo Vannoni, ma tutti coloro che dovessero risultare suoi complici e sodali. Non solo con lo strumento repressivo e/o penale”. La presidente dell’Istituto Coscioni lancia “un pressante, personale appello alla comunità scientifica: alzi con chiarezza e fermezza la sua voce, metta in guardia pazienti e le loro famiglie che troppe volte cadono preda di ‘illusionisti’ e speculatori”.

Inoltre “rivolgo un pressante, personale appello a chi ha il compito di informare la pubblica opinione: non diano spazio – come anche di recente si è fatto con la dissennata campagna anti-vaccino – a posizioni anti-scientifiche che si fondano su letterale ignoranza, quando non sono il frutto di cinica, rivoltante, speculazione. E’ tempo che sia data voce e ascolto a chi, per mestiere e competenza, dice quello che sa, sa quello che dice. E’ tempo che la comunità scientifica e i ricercatori si organizzino per ottenere ascolto da parte dei mezzi di comunicazione. E’ tempo – conclude Farina Coscioni – che anche nel nostro Paese si possa fare una ricerca seria in piena libertà: senza preclusioni, senza ostacoli, senza barriere ideologiche, ma soprattutto senza che siano alimentate false speranze”