Gli utensili da cucina abbondano nelle nostre credenze e la scelta del tagliere sempre più spesso risponde a quesiti legati ai gusti personali piuttosto che igienici. Solitamente si profilano due possibilità di scelta differenti che vertono o sull’opzione tradizionale che vede la predilezione verso il tagliere in legno o sull’alternativa diversa , meno classica, che mira ad optare per il più pratico e maneggevole tagliere in plastica; ma quale alternativa preferire tra i due materiali per preservare l’igiene e la salute dell’intera famiglia?
Renzo Mioni responsabile della struttura valorizzazione delle produzioni alimentari, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie , ha spiegato che «La norma non dà indicazioni precise. Non si tratta di scartare uno dei due materiali, quanto di capire come usarli al meglio per evitare eventuali tossinfezioni alimentari. La cosa importante è sapere come pulire bene i taglieri dopo l’uso»
Usando il tagliere quotidianamente rimangono inevitabilmente impresse sulla sua superficie incisioni e piccole fessure causate dai coltelli, spazi in cui lo sporco si deposita: mentre per la plastica il problema si risolve facilmente lavando l’utensile in lavastoviglie ad una temperatura di circa 65° -70°C in cui i batteri patogeni vengono debellati, per il legno la situazione si complica.
«Il legno è un materiale naturale poroso che assorbe molta acqua, favorendo così la moltiplicazione dei batteri – spiega Mioni – e non può essere messo in lavastoviglie. Per questo è più delicato e quando si usa necessita di maggiori accortezze come ad esempio lavarsi le mani dopo averlo usato e tenere pulito il lavandino. La pulizia inizia togliendo i residui di alimenti e lavando bene il tagliere con acqua calda e detergente. L’asciugatura deve essere fatta al sole in estate o sul termosifone in inverno. Si può inoltre disinfettare con prodotti come limone, aceto e bicarbonato».
Un consiglio però l’esperto lo vuole dare: «La cosa migliore consiste nel disporre di due o più taglieri, in modo di averne uno di riserva mentre il primo asciuga ma, soprattutto, per separare alimenti. La soluzione ottimale è averne uno per la carne e un altro per frutta e verdura».


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