Tecnologia: dall’industria 4.0 all’Internet of Things, nuovi rischi per aziende “smart”

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Le tecnologie stanno assumendo sempre di più un ruolo fondamentale nell’evoluzione del nostro modo di vivere e del modo di produrre. Ma insieme alle opportunità, aumentano anche i rischi. Tanto che il valore del mercato dell’Internet of Things in ambito assicurativo potrebbe arrivare a quota 42.76 miliardi di dollari circa entro il 2022, con un tasso di crescita annuale composto (Cagr) del 65,89% tra il 2016 e il 2022. Il dato emerge dal report ‘IoT Insurance Market by Type (P&C, Health, Life), Application (Automotive and Transportation, Home and Commercial Buildings, Life and Health, Business and Enterprise, Consumer Electronics, Travel, Agriculture) and Geography – Global Forecast to 2022’. Sul report si sono confrontati esperti e risk manager durante l’ultimo convegno organizzato da Anra, l’Associazione nazionale dei Risk manager e responsabili assicurazioni, che raggruppa i risk manager e i responsabili delle assicurazioni aziendali italiani. In Italia, nel 2016, il mercato dell’Internet of Things per la Smart Home ha registrato un valore di 185 milioni di euro, segnando un incremento del 23% rispetto all’anno precedente secondo i dati della ricerca Smart Home dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano. Un potenziale altissimo se si pensa alla casa connessa come fulcro dell’ecosistema ‘Internet delle cose’, comparto capace di pervadere e trainare diversi settori industriali del made in Italy. Oggetti interconnessi e sistemi d’intelligenza artificiale entrano infatti ormai in modo sempre più massiccio non solo nella vita quotidiana delle persone, ma anche nelle aziende, modificandone profondamente gli assetti organizzativi e gestionali. Questi cambiamenti si presentano come grandi opportunità, ma nascondono anche nuove minacce che vanno conosciute e gestite al meglio. Una consapevolezza che le organizzazioni stanno maturando parallelamente all’implementazione strategica delle nuove tecnologie all’interno dei vari settori produttivi. ”L’impiego crescente dell’Internet of Things nei sistemi industriali, l’aumento della domanda di piattaforme cloud e l’analisi dei big data -commenta Alessandro De Felice, presidente di Anra- sono fattori chiave che caratterizzano il nuovo assetto dell’Industria 4.0. Le fabbriche diventano intelligenti, sistemi interconnessi dove la produzione diventa smart, con livelli di automazione inimmaginabili solo pochi anni fa“. “Tutto questo – avverte – modifica profondamente la geografia dei rischi e le tecniche di analisi e mitigazione tipicamente basate sugli studi predittivi e le modellizzazioni dei rischi. Questo nuovo scenario impone di prestare maggiore attenzione alle teorie dei sistemi complessi, e il risk management non fa eccezione come anche il mondo assicurativo, inteso sia in quanto modalità di gestione del proprio business che offerta di capacità di sottoscrizione dei rischi cyber“. ”La gestione di coperture cyber ha impatti significativi sui processi core di una compagnia: occorrono – prosegue De Felice – nuove competenze e capability di tipo tecnologico, attualmente non sempre presenti in organizzazioni del mondo assicurativo“. “La gestione del rischio legato all’innovazione tecnologica – sottolinea – può essere affrontato attraverso una comune visione e un lavoro sinergico di vari attori, del mondo industriale, finanziario, istituzionale, dove le compagnie assicurative possono diventare angeli custodi delle imprese digitalizzate. A patto che le compagnie stesse diventino molto più high-tech, smart e integrate per inquadrare al meglio nuovi bisogni e rischi“. Per spingersi verso nuove frontiere, offrendo servizi integrati e ad ampio spettro, che vadano incontro alle esigenze dei nuovi scenari delineati dall’applicazione dell’IoT, secondo gli analisti le compagnie assicurative hanno a disposizione tre modalità per evolversi. Sono: build, sviluppare internamente le competenze ed eventualmente integrare con soluzioni di mercato; acquire, valutazione e acquisizione di player specializzati che hanno sviluppato soluzioni efficaci e differenzianti (come le acquisizioni di startup); partner, individuazione di player sul mercato con prodotti o servizi specializzati con cui collaborare Secondo il report pubblicato da MarketsandMarkets, fattori quali la crescente adozione dell’Internet of Things nelle economie sviluppate e in via di sviluppo, l’aumento della richiesta di soluzioni cloud e servizi di valore aggiunto nel comparto delle assicurazioni, la riduzioni dei costi delle polizze premium, sono fattori chiave che guidano l’adozione di soluzioni e servizi IoT anche nel settore assicurativo. Rispetto all’applicazione dell’IoT in ambito assicurativo, guardano ai singoli settori, è il mercato dell’automobile e dei trasporti che detiene la quota di mercato più alta nel 2015. L’IoT ha infatti un grosso impatto nel comparto assicurativo delle auto e trasporti, che vede l’adozione crescente di dispositivi Gps, sensori e rilevatori. Oltre alla raccolta dei dati sui comportamenti di guida, le piattaforme IoT in questo comparto offrono un rapido accesso al processo di intervento e gestione per l’assicuratore. Altro comparto in cui lo studio prevede l’impiego crescente di sistemi IoT è quello delle assicurazioni per il mercato agricolo in cui device e sistemi di rilevazione interconnessi possono monitorare condizioni climatiche e rischi imminenti, quali ad esempio allagamenti, grandinate o terremoti.