Traumi cerebrali e rischio suicidio: va alla scienza il cervello del giocatore di football Aaron Hernandez

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Andrà alla scienza il cervello di Aaron Hernandez, l’ex star dei Patriots che lo scorso mercoledì si è impiccato in cella. Dopo le conclusioni ufficiali del medico legale, ovvero che l’ex “tight end” della squadra pluricampione del Super Bowl si è tolto la vita, la sua “materia grigia” è stata consegnata ai laboratori della Boston University dove e’ in corso uno studio sul rapporto tra traumi cerebrali provocati dalle concussioni e rischio suicidio. Hernandez era stato condannato all’ergastolo senza sconti di pena per l’omicidio di un amico nel 2012. Su richiesta della sua famiglia, la Boston University’s Chronic Traumatic Encephalopathy Center ne analizzera’ il cervello per accertare tracce di di una malattia degenerativa delle cellule cerebrali (la CTE per l’appunto) di cui soffrono atleti soggetti a ripetuto trauma cranico. Tra i sintomi ci sono problemi di memoria, difficolta’ di parola, disorientamento, violenza e rischio di suicidio. La CTE puo’ essere diagnosticata solo dopo la morte, come nel caso di altri atleti che si sono tolti la vita, tra cui Frank Gifford dei New York Giants, Mike Webster dei Pittsburgh Steelers e Junior Seau dei San Diego Chargers.