Vaccini: documentario no-vax a Padova, per la Regione uno sfregio al buon senso

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Scoppia anche a Padova il ‘caso Vaxxed’. Nella città veneta, il Fronte del Porto Filmclub mette in calendario per domani 5 aprile alle 21 al PortoAstra il controverso documentario di Andrew Wakefield, e dalla Regione si levano dure proteste: “La proiezione di quel documentario non è un’iniziativa di libertà – attacca l’assessore alla Sanità, Luca Coletto – ma uno sfregio al buon senso e una sfida alla Regione che ha avuto il coraggio di confermare il non obbligo vaccinale, sostituendolo con una seria e capillare informazione alle famiglie”. Una scelta che, precisa, “sta dando risultati importanti, con le adesioni al vaccino in crescita per tutte le tipologie e al 92,6% per il temuto e pericoloso morbillo. Invito tutti a non andarlo a vedere”, esorta l’assessore. “E’ assurdo – commenta – Tutto il sistema sanitario veneto da anni sta facendo un faticoso e capillare lavoro d’informazione per favorire l’adesione consapevole e informata delle famiglie. Poi arriva questo documentario, peraltro già bocciato da Parlamento europeo, Senato italiano e ministero della Salute – ricorda Coletto – con il rischio di farci fare pericolosi passi indietro, perché purtroppo gli allarmi fanno molto più rumore, e male, delle informazioni”. “Mentre spero che il buon senso prevalga e la proiezione venga annullata o, in subordine, che la gente scelga qualcosa di diverso come passatempo – conclude l’assessore – dedico a Vaxxed i risultati dell’ultimo Report sull’andamento vaccinale in Veneto, che mai come in questo caso è bene ricordare”. Mentre in Italia è ancora allarme morbillo, con un aumento del 230% dei casi da gennaio 2017 – si sottolinea in una nota regionale – la situazione in Veneto è al momento sotto controllo ed è continuamente monitorata, con un numero di casi che al momento non suscita allarme. Non solo, ma le coperture vaccinali sono in significativo aumento. Per il morbillo, in particolare, è stata condotta una rilevazione mirata alla valutazione di tutta la popolazione compresa tra 2 e 18 anni, con un risultato di copertura vaccinale pari al 92,6%. Rilevante è l’aumento per l’ultimo anno osservato, quello dei nati nel 2014: il dato di copertura tocca l’89,2%, con un incremento di 2 punti rispetto al precedente rilevamento. In significativo aumento, fra i tanti – prosegue la Regione – anche il vaccino antipolio che ha raggiunto, sempre considerando la popolazione tra 2 e 18 anni, una copertura al 95,7% per la prima dose e al 94,5% per la seconda. In evidente calo, secondo il report, sono anche i dinieghi a vaccinare i propri figli, scesi in un breve periodo dal 6,4% a 5,1%. Prendendo in considerazione altri vaccini tra i più conosciuti, quelli per la difterite e polio risultano avere una copertura del 92%; per il tetano 92,4%; per la pertosse 92%; per l’epatite B 91,4%; per l’haemophilus influenzae B 91,2%. Nelle nuove schede ministeriali di rilevazione sono state inserite anche nuovi tipi di coperture. Ebbene, in Veneto quella per la parotite è all’89%; per la rosolia all’89,1%; per la varicella all’86,8%; per il meningococco C al 91,7%; per lo pneumococco (ciclo completo) all’85,5%. Bene anche la valutazione per Papillomavirus Hpv, causa del tumore della cervice dell’utero: a fine 2016, per le ragazze nate tra il 1996 e il 2004 (200.323 giovani), risultano una copertura pari al 79,8% per la prima dose e al 76,1% per il ciclo completo. Molto rilevante – conclude la Regione – è infine l’adesione alla vaccinazione anti-Hpv dei maschi, che ha visto il primo gruppo chiamato attivamente (nati nel 2004) raggiungere una copertura del 62,7% per la prima dose e un completamento del ciclo vaccinale già del 53,5%.