Premesso che la maggior parte degli incidenti aerei avvenuti in passato non sono stati letali per i passeggeri coinvolti, le domanda –tormentone di chi si appresta a prenotare un volo sono : “Qual è il posto più sicuro in aereo? Davanti, al centro o in coda?”. Le statistiche dicono che le percentuali di sopravvivenza aumentano se si sceglie una delle ultime file. Da un’indagine del Popular Mechanics, effettuata analizzando i voli statunitensi dal 1971 al 2007, riferiti ad incidenti aerei, è emerso che i sedili di coda dell’aereo dietro l’ala avrebbero il 69% di possibilità di salvarsi; quelli situati avanti solo il 56%, sino al 49% di possibilità per chi siede nelle prime file.
Nel 2015, invece, i ricercatori del Time sono giunti a risultati simili: concentrandosi su 17 incidenti aerei accaduti dal 1985 in poi, hanno scoperto che i passeggeri nella parte posteriore dell’aereo hanno basse percentuali di mortalità, il 32% in meno rispetto a chi si trova avanti. Che la prima classe sia sinonimo di lusso ma non di sicurezza assicurata lo ha constatato, di recente, anche l’emittente inglese “Channel 4” , attraverso la sua spettacolare serie televisiva “The Plane Crash”, simulando un atterraggio di fortuna di un Boeing 727 nel deserto di Sonora, in Messico.
Grazie all’impiego di manichini da crash test, grazie alle riprese dell’incidente simulato con i manichini, che la zona anteriore, spezzandosi, ha sicuramente la peggio, sottoposta ad un’accelerazione gravitazionale pari a 12G, mentre quella percepita nel resto dell’aereo è di appena la metà, 6G.



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