AIDS: progressi in ricerca, diagnosi e cura. Esperti a Siena per la conferenza Icar

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Progressi nel campo della ricerca e novità in tema di prevenzione, diagnosi e cura delle infezioni da Hiv e da virus dell’epatite B e C. Saranno questi i temi al centro della IX edizione dell’Italian Conference on Aids and Antiviral Research (Icar), che riunirà centinaia di ricercatori, medici, specialisti nell’assistenza e cura dell’Hiv e volontari impegnati nella lotta all’Aids dal 12 al 14 giugno all’Università degli studi di Siena-Centro didattico del Policlinico S. Maria alle Scotte. Il congresso, organizzato sotto l’egida della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), sarà presieduto da Maurizio Zazzi (Siena), Andrea Antinori (Roma) e Andrea De Luca (Siena). “Icar sarà un’occasione per ribadire l’importanza del Piano nazionale Aids, attualmente in discussione in Conferenza Stato Regioni – sottolinea Massimo Galli, vicepresidente Simit – e della sua piena applicazione, per imprimere una svolta positiva alla lotta all’Aids nel Paese. Una seconda sfida esaltante è data dalla possibilità di procedere all’eradicazione del virus dell’epatite C, mediante farmaci ad azione diretta contro questo virus in tutte le persone con Hiv che presentino questa coinfezione, secondo quanto consentito dai nuovi criteri Aifa”. “Un altro ambito di impegno è la campagna di prevenzione vaccinale delle persone che vivono con Hiv/Aids, secondo quanto indicato dalle linee guida Simit e dal recente Piano nazionale vaccini – osserva Galli – per garantire i migliori livelli di prevenzione nei confronti di infezioni potenzialmente pericolose in una popolazione di persone Hiv positive che invecchia. Infine Icar testimonia ogni anno la vivacità della ricerca italiane sull’Hiv, nonostante le grandi ristrettezze economiche. Un intervento che consenta alla ricerca di continuare ad operare e non semplicemente di sopravvivere è però ormai improcrastinabile”. “La ricerca nel campo della terapia anti-HIV è stata una grande storia di successo – afferma Zazzi – Oggi possiamo fermare l’evoluzione della malattia da Hiv e riportare in una buona condizione di salute anche pazienti in stadio avanzato. Non è ancora possibile raggiungere la guarigione completa dall’infezione poiché, anche nei pazienti che rispondono bene alla terapia, il virus rimane in uno stato di latenza a tempo indefinito, dalla quale riprende a moltiplicarsi non appena la terapia viene interrotta. La ricerca più avanzata oggi si sta concentrando sulle possibilità di eradicazione del virus, incluse queste forme latenti, ossia di risoluzione completa dell’infezione”. “L’obiettivo eradicazione è ancora molto lontano – spiega ancora Zazzi – ma studi pilota hanno permesso di iniziare a comprendere quali sono le basi della persistenza a tempo indefinito dell’infezione. Il primo traguardo che potremo raggiungere in futuro sarà individuare i determinanti che rendono più o meno difficile questo tentativo di eradicazione: un percorso su cui stiamo facendo progressi e su cui mi sento ottimista”. Tuttavia la ricerca ha ancora bisogno di tempo e di risorse. “La progressiva limitazione dei finanziamenti pubblici ha rallentato la ricerca e le campagne di informazione – conclude – Prevenzione e accesso ai test sono fondamentali per ridurre le nuove infezioni e per diagnosticarle prima”.