Animali, in Italia 500 milioni di topi: AIDAA, “dobbiamo conviverci”

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In Italia ogni uomo ha un patrimonio corrispettivo di 8,6 topi, secondo fonti di stampa i dati allo scorso anno dicono che in Italia ci sono 500 milioni di topi i topi pari a otto virgole sei volte la popolazione umana residente all’ultimo censimento. I topi – spiega l’associazione AIDAA in una nota – stanno aumentando a dismisura con situazioni difficili come quella di Roma (dove nel frattempo sono stati sterilizzati tutti i gatti e quindi la popolazione felina, naturale nemico del topo è il progressiva e forte diminuzione). A Milano sono due anni che si inonda la città di veleno per uccidere i topi, ma non si riesce certamente ad eliminare i 5 milioni di ratti che vivono felici nel sottosuolo meneghino. La imponente derattizzazione in corso a Milano con le casette sparse a centinaia anche nelle stazioni della metropolitana con risultati scarsi, aumentano invece le segnalazioni di topi che salgono nottetempo in superficie in adiacenza dei nuovi cantieri della metropolitana 4 anche se non siamo giunti ai livelli di guardia. Nei mesi scorsi i topi avevano anche invaso le cantine del tribunale di Milano dove avevano fatto scorpacciata di fascicoli giudiziari. Nelle maggiori città infine si aspetta una maggiore presenza di topi in superficie, a volte anche a causa della presenza dei rifiuti umani che affollano le città. Tralasciando i dati di Roma e Milano a farla da padrona sarebbe Napoli con una media di 9 topi per ogni persona. Insomma una questione quella dei topi che riguarda tutte le città italiane e che non si debella sicuramente con le campagne di avvelenamento che chiamiamo derattizzazioni che uccidono in maniera atroce qualche topo ma che diventa letale anche per cani e gatti, ma anche per i piccioni e per altre forme di animali selvatici che vivono nelle città.

I topi mediamente vivono poco al massimo fino a 3/4 anni – dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA – ma nella loro breve esistenza ogni femmina mette al mondo fino a 12 topini ogni volta che partorisce e questo avviene mediamente ogni tre-quattro settimane. Da qui la nostra proposta di eliminare le inutili, costose e spesso dannose derattizzazioni ma di passare da una campagna di distruzione ad una campagna di conoscenza, convivenza e sterilizzazione e incremento delle colonie feline specialmente in città“.