Apnea notturna: una sindrome che sulle strade causa mille morti l’anno

La sindrome da apnee notturne è sempre più frequente: si stima che ogni anni gran parte degli incidenti sulle strade (un migliaio di morti e 120 mila feriti) siano causati da colpi di sonno, dietro i quali, in molti casi, si nascondono proprio le apnee notturne. Tuttavia soltanto una minima parte degli italiani che soffrono di questa sindrome è consapevole di cosa comporta e raramente si rivolge al medico, nonostante la grave stanchezza nelle ore diurne. Per sensibilizzare la popolazione sui rischi che comporta questo disturbo del sonno, che favorisce anche l’insorgenza di gravi patologie cardiovascolari, è previsto per sabato prossimo al Centro diagnostico terapeutico ospedale Sacro Cuore, a Verona, il primo incontro interregionale per i pazienti affetti da sindrome delle apnee ostruttive notturne provenienti da Veneto, Trentino Alto-Adige e Lombardia.

“L’appuntamento, con inizio alle 9.30, e’ stato organizzato dall’Associazione italiana pazienti con apnee del sonno-Onlus in collaborazione con il Centro di Medicina del sonno dell’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar e l’Associazione InformaSonno. Gli esperti che interverranno faranno anche il punto sulle nuove disposizioni per il rilascio o il rinnovo della patente. Le apnee del sonno, infatti, sono state inserite tra le patologie da ricercare al fine dell’idoneita’ alla guida.”

“E’ un provvedimento fondamentale per la sicurezza sulle strade – ha spiegato il neurologo Gianluca Rossato, responsabile del Centro di Medicina del sonno di Negrar e presidente di InformaSonno – .Nel 2016 abbiamo concluso uno studio su un campione di 250 camionisti e 100 conducenti di bus della provincia di Verona e Mantova. Dalla diagnosi clinica e strumentale e’ emerso che il 29% dei autotrasportatori e il 21% degli autisti soffrivano di apnee di grado moderato o severo, parametri quest’ultimi fissati dalla Direttiva europea per l’emissione o il rinnovo della patente di guida. Essi indicano un aumentato rischio di sonnolenza e quindi di colpi di sonno”. Le categorie sottoposte a studio sono particolarmente a rischio di ammalarsi di apnee notturne in quanto spesso in sovrappeso, praticano una vita sedentaria e hanno turni di lavoro che non rispettano il ciclo-sonno veglia.