Astronomia: l’Italia leader nella gara per costruire i telescopi del futuro

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E’ avvenuta ieri la cerimonia per la posa della prima pietra dell’ELT (Extremely Large Telescope) dell’ESO. L’evento si è svolto all’Osservatorio dell’ESO al Paranal, nel Cile settentrionale, non lontano dal sito che ospiterà il gigantesco telescopio. È una pietra miliare di un percorso che vede ora la costruzione della cupola e della principale struttura di supporto del più grande telescopio ottico al mondo.

Numerosi Paesi sono in gara per costruire i telescopi del futuro e l’Italia assume una posizione da leader, secondo il presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, Nicolo’ D’Amico: “L’industria italiana si e’ aggiudicata la piu’ grande commessa per la costruzione di questa infrastruttura“, ha spiegato, riferendosi al contratto da 400 milioni di euro firmato dall’Eso con il consorzio ACe, composto da Astaldi, Cimolai ed EIE. “I prossimi anni saranno impegnativi per la tecnologia, e’ importante scaldare i muscoli e andare avanti con lo sviluppo approvato“. “Tutto il mondo sta lavorando su strumenti innovativi e la scommessa e’ riuscire a battere tutti sul tempo”. “La comunita’ scientifica del nostro Paese sta vivendo un periodo di incredibile effervescenza: i nostri ricercatori sono impegnati in un’incredibile quantita’ di progetti innovativi e di frontiera“.

Il fatto che l’Inaf abbia grandi competenze nei telescopi ottici ci da’ l’opportunita’ unica di essere primi attori. Forse e’ l’unico istituto di ricerca in astronomia al mondo a riunire tutte le competenza, dall’ottico alla radioastronomia, all’infrarosso“.

L’ELT sarà il più grande “occhio” mai puntato verso il cielo e potrebbe trasformare radicalmente la nostra percezione dell’Universo. Si occuperà di un’ampia gamma di sfide scienfiche, tra cui scrutare esopianeti simili alla Terra alla ricerca della presenza di vita, studiare la natura della materia oscura e dell’energia oscura, osservare le prime fasi dell’Universo per meglio comprendere le nostre origini. Sicuramente solleverà nuove domande che oggi non possiamo neppure concepire e migliorerà il tenore di vita sulla Terra con nuove scoperte tecnologiche e ingegneristiche.

All’orizzonte, inoltre, si intravede anche la realizzazione di altri due nuovi telescopi: il Thirty-Meter Telescope dallo specchio di 30 metri promosso da Stati Uniti, Giappone e Canada, e il Giant Magellan Telescope, con uno specchio di 26 metri.