Al Gore è tornato al Festival di Cannes per presentare il suo “Un Inconvenient Sequel: Truth to Power”, un film che vuole mostrare i passi compiuti contro l’inquinamento e la rivoluzione green che si sta diffondendo per combattere concretamente il cambiamento climatico. Un’evoluzione rispetto al documentario presentato undici anni fa che vinse due Oscar: “Una scomoda verità” rivelava infatti le conseguenze e i rischi derivanti dai disastri ambientali.
“Siamo in grado di fermare il cambiamento climatico” ha detto Gore commentando gli esempi, verificatisi durante le riprese, di interi paesi convertiti all’eolico o al solare, “che dimostrano come si possano migliorare le cose, che esistono soluzioni alternative“. L’ex vice presidente, 69 anni, racconta delle persone “che sono state sensibilizzate dopo aver visto Una scomoda verità: alcuni di loro hanno cambiato vita radicalmente e persino fondato nuove società che incoraggiano scuole, fabbriche e in generale le citta’ ad utilizzare l’energia rinnovabile”.
Secondo Gore “lo slancio della società per invertire la rotta è inarrestabile. La domanda rimasta è: quanto velocemente faremo?”. E se Trump con la sua azione politica desse una battuta d’arresto a tutto questo? “Ci sono state molte battute d’arresto in passato, questa è solo una nuova“, ha detto, “non bisogna interrompere il dialogo ma continuare a parlare ai poteri forti, dire la verità”. Il film, presentato a gennaio al Sundance, uscirà nelle sale il 1 novembre.
