Cina: le autorità vogliono regolare il boom del bike sharing

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Le autorita’ cinesi hanno deciso di regolare il boom del bike sharing, il noleggio delle biciclette attraverso l’utilizzo di una app sullo smartphone. Il business ha preso piede nelle grandi citta’ dove diverse societa’ affittano bici sbloccabili via app al costo di uno yuan (15 cent). Una volta usata la bici, il cliente lascia il mezzo parcheggiato da qualsiasi parte, ribloccandola. Il sistema e’ molto redditizio per alcune societa’ come Ofo, Bluegogo e Forever, che si differenziano tra loro per il colore delle rispettive bici: gialle, arancioni o verdi. Il bike sharing e’ in grande espansione ma sta creando il caos in citta’ come Pechino e Shanghai dove questo mezzo di trasporto e’ usato in alternativa alla metro e agli altri mezzi pubblici.

Il problema principale e’ soprattutto l’indisciplina dei clclisti, che vanno contro mano, parcheggiano ovunque e provocano incidenti, specie se a usare le bici sono spericolati giovanissimi. Le autorita’ cinesi stanno pensando di limitare il numero delle bici da noleggiare e vietare il bike sharing ai clienti troppo giovani, troppo grassi o troppo vecchi. A differenza del nolo delle bici in citta’ come Londra, Parigi, o New York, dove i ciclisti devono prendere e riconsegnare i mezzi nelle apposite stazioni di parcheggio, il sistema cinese prevede l’abbandono del mezzo da qualsiasi parte. Inoltre, i cinesi sono particolarmente indisciplinati e non rispettano le regole che pure esistono, il che ha determinato diversi incidenti negli ultimi mesi, alcuni dei quali mortali.

Le societa’ che noleggiano bici via app in Cina hanno fatto soldi a palate con questo sistema di trasporto e puntano a introdurre migliaia di altre biciclette nelle strade. Secondo quanto riportano i media cinesi, oltre 30 societa’ di noleggio hanno introdotto sulle strade cittadine 3 milioni di bici negli ultimi mesi. Nel 2016 gli utilizzatori del bike sharing in Cina sono stati 18,9 milioni a livello nazionale e si stima che la cifra potrebbe lievitare a 50 milioni entro la fine dell’anno. Le societa’ specializzate hanno assunto addetti che pattugliano le strade, raccolgono le bici, le installano sulle loro moto dotate di carrelli e le concentrano nelle zone dove piu’ facilmente possono essere prese a nolo.

L’obiettivo delle autorita’ municipali, specie in citta’ particolarmente trafficate, come Pechino e Shanghai, e’ creare alcune zone parcheggio, gestite dalle stesse societa’ di bike sharing, al di fuori delle quali le bici non possono essere abbandonate. Inoltre si punta a vietare il nolo delle bici a clienti troppo giovani, specie dopo un incidente mortale a Shanghai e un altro a Fuzhou. In realta’ la legge prevede il divieto di noleggiare bici per gli under 12, ma molto spesso le disposizioni vengono infrante dai ragazzi che usano queste bici per recarsi a scuola. Inoltre i parcheggi per le bici in Cina sono gia’ 10 mila ma si prevede di crearne diverse altre migliaia nei prossimi mesi.