Le sette nazioni dell’Artico si riuniscono oggi in Alaska sotto la presidenza americana ma, malgrado la questione climatica sia al centro delle preoccupazioni dei partecipanti, gli Stati Uniti non hanno ancora sciolto la riserva sulla loro permanenza negli Accordo di Parigi. A quanto scrive il Washington Post, i funzionari americani hanno chiesto che l’accordo di Parigi non sia menzionato nel comunicato finale dell’incontro di Fairbanks, ma il clima sarà comunque in agenda. “La questione del parere americano sull’accordo di Parigi è ancora in corso di valutazione da parte del governo. Il Consiglio Artico non è il luogo per questo”, ha dichiarato David Balton, il funzionario del dipartimento di Stato che segue l’appuntamento. “Certamente – ha però aggiunto – nella dichiarazione finale ci sarà molto materiale sul cambiamento climatico nell’Artico. Chiunque studi l’Artico sa che la regione si sta scaldando, il cambiamento climatico è un vero problema e il Consiglio Artico vi pone certamente attenzione”. In campagna elettorale il presidente americano Donald Trump ha più volte attaccato gli accordi sul clima. Ma la sua amministrazione rimane divisa, con il segretario per l’Ambiente Scott Pruitt che vuole uscire dall’intesa di Parigi e il segretario di Stato Rex Tillerson favorevole a rimanere. Un incontro fissato due giorni fa alla Casa Bianca per dirimere la questione è stato rinviato. Sarà Tillerson a presiedere l’incontro di oggi a cui partecipano i suoi colleghi di Russia, Canada, Finlandia, Norvegia, Svezia, Danimarca e Islanda. Il Canada e i paesi scandinavi sperano approfittarne per fare un’azione di lobby e rafforzare la posizione di Tillerson. E intanto si aspetta che Washington chiarisca la sua posizione prima del G7 di Taormina il 26 e 27 maggio, dove il clima è uno degli argomenti in agenda.
Clima: gli USA guidano oggi il summit artico ma non decidono sull’Accordo di Parigi


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