Clima, l’economista Jeffrey Sachs: senza rinnovabili Trump perde la sfida con la Cina

L’appello del Papa a favore dell’accordo di Parigi ha colpito nel segno. Ha avuto un impatto immediato: Trump finora non aveva mai annunciato una disponibilita’ a riflettere su scelte a favore della stabilita’ climatica“: lo spiega l’economista Jeffrey Sachs in un’intervista a Repubblica. “Ogni volta che Trump ipotizza l’uscita dall’accordo di Parigi la Cina si fa avanti dicendo di essere pronta a rilanciare impegnandosi sulla difesa del clima. E’ chiaro che se Washington si defila il timone di settori industriali chiave passa in mano a Pechino: esattamente il contrario di quello a cui Trump dichiara di puntare“.

Trump ha vinto le elezioni promettendo uno scontro frontale sull’ambiente per soddisfare la pancia del suo elettorato e gli interessi delle lobby del petrolio e del carbone. Una posizione estremamente aggressiva. Ma forse ha cominciato a rendersi conto che e’ difficile che il mercato lo segua. Per realizzare gli annunci della sua campagna elettorale bisognerebbe mobilitare ingenti risorse finanziarie su infrastrutture che hanno bisogno di decenni per ripagarsi e fare profitti: non e’ l’orizzonte di tempo della presidenza Trump“. “Molte imprese hanno fatto i conti e hanno visto che le politiche di Trump rischiano di rallentare il motore dell’economia sacrificando settori strategici come le fonti rinnovabili, la mobilita’ elettrica, l’innovazione digitale. E non e’ nemmeno certo che il presidente riesca a finire il mandato“.