Energia, l’Antitrust accoglie gli impegni Enel: risparmi per 507 milioni

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L’Antitrust ha chiuso le due istruttorie avviate alla fine di settembre 2016 nei confronti del gruppo Enel e di Sorgenia con l’accettazione di impegni che consentono un importante contenimento, per il tempo necessario allo sviluppo infrastrutturale della rete locale, dei costi sostenuti da Terna nell’acquisto dei servizi di dispacciamento. Lo rende noto l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, specificando che Enel si è auto-imposta, per gli anni 2017, 2018 e 2019, un limite massimo alla redditività del proprio impianto di produzione di energia elettrica di Brindisi Sud che garantirà una riduzione dei costi in bolletta per le famiglie e le imprese pari a 507 milioni di euro per questi tre anni. Le istruttorie erano state avviate su segnalazione dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico, secondo la quale Enel e Sorgenia, approfittando dell’esistenza di vincoli della rete di trasmissione di energia elettrica nella zona di Brindisi, avrebbero fatto leva sulla possibile posizione di controparte commerciale obbligatoria del gestore della rete Terna per imporre a quest’ultima prezzi eccessivi, che si riversavano immediatamente in bolletta. L’Antitrust precisa che in generale attraverso ulteriori impegni relativi ai propri comportamenti di offerta sul mercato all’ingrosso, Enel ha notevolmente circoscritto la possibilità che Terna debba acquistare servizi di dispacciamento, eventualmente a prezzi elevati, anche dagli altri operatori presenti nell’area di Brindisi, quali Sorgenia, il cui procedimento è stato contestualmente chiuso rilevando l’assenza dei presupposti di legge per intervenire nei suoi confronti.