Gasdotto Tap: ancora tensione intorno al cantiere di Melendugno

C’è ancora tensione in Salento intorno al cantiere per la realizzazione del gasdotto Tap con approdo a Melendugno. Il 1 maggio e’ stata una giornata di intensa mobilitazione da parte di cittadini, attivisti e amministratori, alle quali ha partecipato anche l’oncologo Giuseppe Serravezza (gia’ presidente della Lilt Lecce e attuale responsabile scientifico), che da giovedi’ scorso porta avanti lo sciopero della fame e della sete contro la realizzazione dell’infrastruttura. Probabilmente anche a causa degli sforzi fatti ieri, stamani le condizioni di salute di Serravezza sono precipitate ed e’ stato necessario il suo ricovero all’ospedale di Casarano, dove gli sono state applicate flebo reidratanti. La presidente della sezione Lilt di Lecce, Marianna Burlando, ha fatto sapere che “immutato e’ il convincimento del dottore Serravezza a non interrompere il digiuno”. “Il gesto e’ indirizzato a chi ancora puo’ rivedere il progetto Tap, il Governo centrale, affinche’ ascolti le ragioni del locale dissenso e apra a dialogo e a confronto – e’ scritto nell’appello che la Lega italiana lotta contro i tumori ha inviato al Governo – ci sono margini operativi per fare tutto questo, anche di fronte a iter autorizzativi avanzati”.

“Non fermero’ il mio digiuno – aveva spiegato lo stesso Serravezza nella manifestazione di ieri a San Foca – anche se sto male, finche’ il Governo non si muovera’ chiaramente nella direzione della revisione di questo progetto”. Nei giorni scorsi il prefetto di Lecce, Claudio Palomba, ha telefonato all’oncologo per sollecitare la fine dello sciopero della fame e della seta, e una telefonata di solidarieta’ – stando a quanto comunicato dal medico – e’ giunta anche dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Intanto a Melendugno prosegue il presidio davanti al cantiere Tap. Nel pomeriggio dell’1 maggio si sono svolti concerti improvvisati e dibattiti. La multinazionale ha denunciato atti di vandalismo e di intimidazione nei confronti delle guardie giurate che presidiano il cantiere, avvenuti nella notte.

“Per piu’ di un’ora e’ stato impedito il cambio turno delle guardie giurate che vigilano sul cantiere, e quelle rimaste intrappolate nell’area recintata sono state fatte ripetutamente oggetto di lanci di sassi che fortunatamente non hanno colpito le persone causando pero’ danni alle automobili di servizio – viene spiegato dall’azienda – il gruppo di scalmanati ha pesantemente insultato e minacciato i lavoratori presenti, mentre altri, con arnesi professionali provvedevano a tagliare ben 35 grate della recinzione, cinque delle quali sono state rimosse e rubate”. Una delle guardie giurate presenti nel cantiere ha documentato con un video l’aggressione subita.