Giro d’Italia 2017, Etna: storie, miti e leggende sul vulcano più grande d’Europa

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L’Etna, chiamato anche Mungibeddu o ‘A Muntagna in siciliano, Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 2013, che lo ha definito “uno dei vulcani più emblematici e attivi del pianeta”, è il vulcano più grande d’Europa. Situato a ovest della costa orientale della Sicilia, entro il territorio della provincia di Catania, ha un nome che potrebbe risalire alla pronuncia del greco antico itacista del toponimo Aitna, derivante dalla parola del greco classico aitho (bruciare). L’Etna è da sempre ricco di miti e leggende. Secondo la mitologia greca, Etna era una dea bellissima, figlia della dea Gaia, che generò un essere simile a lei, il dio Urano (cielo) per proteggerla e coprirla. Secondo la mitologia classica, il dio dei venti Eolo racchiuse tutti i venti del mondo sotto le caverne dell’Etna e questi erano le cause di terremoti e smottamenti.

ETNAIl poeta Eschilo narrava che il terribile gigante Tifone, figlio della dea Gaia e del dio dell’oltretomba Tartaro, cercò di spodestare Zeus ma quest’ultimo riuscì a sconfiggerlo, scagliandogli addosso l’Etna. E’ per questo motivo che l’Etna erutta costantemente, a causa di tutti i fulmini scagliati da Zeus. I miti greci, invece, raccontano che Ephesto (Vulcano), dio del fuoco e della metallurgiia, nonché supremo fabbro degli dei, aveva la sua fucina sotto l’Etna, dopo aver domato il demone del fuoco Adranos e averlo portato via dalla montagna. I Ciclopi erano i fedeli servi di Ephesto e lo aiutavano a produrre i potentissimi fulmini di Zeus.

ETNA 1Le leggende del luogo narrano che proprio sotto l’Etna ci fosse l’accesso al mondo dei morti. Persino Sant’Agata, protettrice di Catania, dopo la sua morte, dovette intercedere per calmare il vulcano. Infatti il popolo, che aveva gelosamente custodito il velo dopo il suo martirio, durante la violentissima eruzione del 252 a.C, prese il velo e lo pose all’ingresso della città per proteggerla. L’eruzione cessò, ma il velo si tinse di rosso e per questo motivo ancora oggi i devoti invocano il nome della Santa per protezione contro fuoco e fulmini. Persino il famigerato re Artù, secondo la leggenda, abiterebbe ancora in un castello sull’Etna, il cui ingresso sarebbe stato accuratamente tenuto nascosto dal mago Merlino, in una delle misteriose grotte che costellano il vulcano. Secondo una leggenda inglese, invece, l’anima della regina Elisabetta d’Inghilterra ora risiede nell’Etna a causa di un patto che lei fece col diavolo, in cambio del suo aiuto per governare il regno.