Giro d’Italia 2017: in Sardegna, alla scoperta di Tortolì [GALLERY]

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Situato nella costa centro-orientale della Sardegna, Tortolì è il comune più popoloso ed economicamente più importante dell’Ogliastra. Rinomato centro turistico per la bellezza delle sue costa, caratterizzate da scogliere di porfido rosso e da bianche spiagge, la presenza del porto di Arbatax, del nuovo scalo aereoportuale e di numerose strutture ricettive. Tortolì, per la sua posizione in prossimità del mare, fu dominata da Cartaginesi, Romani, Goti, Arabi e Spagnoli. Successivamente, nel XII secolo, vennero introdotti i liberi Giudicati ed entrò a far parte del Giudicato di Cagliari. Con gli Spagnoli, nel 1327, fu costituita una contea di cui fecero parte diversi villaggi limitrofi, tra cui Tortolì era il principale. Tale contea venne denominata di Quinna, con riferimento alle famiglie spagnole Carroz e Centelles che avevano la signoria dl feudo di Quinna, in Catalogna. L’origine del nome Tortolì, invece, è incerta. Una delle tante ipotesi è quella che traduce il toponimo come “Paese delle tortore”, mentre secondo un’altra interpretazione la città deriverebbe il nome da Ilio perché fondata dai Troiani in fuga. I Pisani, invece, la chiamavano Tortohelie.Cosa vedere a Tortolì? L’area ex batteria, nome con cui veniva indicato un porto strategico militare. Ancora oggi sopravvivono 13 edifici che ospitavano soldati addetti alla batteria contraerea. Quest’area comprende l’intero promontorio di Arbatax.Da visitare lo stagno di Tortolì, che occupa una superficie di 220 ettari ed è tra i più pescosi della Sardegna; Arbatax, frazione costiera del comune di Tortolì; una sorta di piccolo centro abitato a se stante, con Rocce Rosse, il porticciolo turistico e la torre di San Gemiliano; la Chiesa di Sant’Andrea Apostolo, in piazza Cattedrale, principale luogo di culto del comune. Ed ancora, la Chiesa di Sant’Anna, costruita nel 1881; la Chiesa di Sant’Antonio Abate dove, nell’antichità, si riuniva la Corona de Logu del Giudicato di Agugliastra; l’area archeologica attrazzata S’Ortali ‘e su Monti, grande circa 7 ettari, recintata da un muretto, dove si trovano: un nuraghe completo, una tomba dei giganti, due menhir, un villaggio di capanne circolari, una domus de’ janas, un secondo nuraghe.Da non perdere il Faro di Bellavista, attivato nel 1866, che sorge sull’omonimo promontorio, a poca distanza dal porto di Arbatax; la torre di San Miguel, destinata a diventare Museo del Mare di Tortolì, Torre di San Gemiliano. Un’antica leggenda vuole che, nei pressi di quest’ultima, si trovasse un cannone da cui sarebbero partiti tre colpi in direzioni diverse. Nei punti in cui le palle caddero, sarebbero poi state edificate le tre chiesette campestri (Chiesa di San Gemiliano, di San Lussonio e di San Salvatore).Tra le spettacolari spiagge: cala Goloritzè. Cala Luna, Cala Sisine.Al bivio tra Arbatax e Porto Frailis, sorge l’antica casa cantoniera, realizzata in granito nel 1800, che ospita Sa Cantonera, una mostra etnografica permanente con circa un migliaio di oggetti della tradizione contadina tra utensili, pizzi e merletti. Nel 1995 è stato, inoltre, fondato il Museo d’arte contemporanea a cielo aperto “Su logu de s’ iscultura”, dove la scultura va a braccetto con la natura.Tortolì è, a tutti gli effetti, uno dei luoghi chiave della ceramica e dell’artigianato sardo. Il suo territorio vanta argille di ottima qualità, di colorazione tendente al bianco, lavorate a lungo per eliminare, il più possibile, le impurità, partendo dal pestaggio e dal setacciamento del materiale. Il composto ottenuto con l’acqua veniva lavorato coi piedi e con le mani, sino a raggiungere una consistenza tale da poter essere modellato al tornio, ottenendo la forma via via desiderata. Tra i manufatti più richiesti: vasi per fiori e piatti, oggi quasi scomparsi. In molte abitazioni permangono, invece, esemplari di scivedde de impastai, utilizzate per impastare; e su ziru, contenitori impermeabili per olio o vino.