Incendi sulle Nebrodi, il magistrato: “mafia in azione, ma è guerra”

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I Nebrodi in fiamme. I boschi del Messinese agitati dal vento di Scirocco tornano a essere terreno delle incursioni dei piromani. Da ieri pomeriggio e per tutta la notte vigili del fuoco, canadair e forze dell’ordine hanno affrontato e arginato il fuoco e il panico tra i residenti di vari Comuni della provincia. A Naso sono state sgomberate diverse abitazioni e roghi sono stati segnalati a San Piero Niceto, Castell’Umberto e Reitano. Questa mattina e’ proseguita l’opera di bonifica. Nessuno crede alla casualita’. Gli Incendi sono partiti da piu’ punti. I magistrati, cosi’, indagano. E il presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, scampato nel maggio 2016 a un agguato di mafia, esterna all’AGI le sue certezze.

“Il copione e’ sempre lo stesso – afferma – e quando c’e’ la previsione dei venti di Scirocco, quelli si organizzano“. Quelli chi? “Posso pensare al mondo che si occupa delle bonifiche, ai forestali, specie dopo i licenziamenti dei condannati perche’ accusati di essere piromani o contigui alla mafia. E penso alla reazione di coloro che sono stati colpiti pesantemente dal nostro protocollo di legalita’, dalla revoca della concessione dei tanti terreni che interessano i mafiosi del territorio. Ma sa che c’e’? Li beccheremo!”. Spiega Antoci che insieme ai suoi collaboratori dell’ente parco ha realizzato uno stringente piano antincendio: “Lo stiamo portando in prefettura e prevede un controllo ferreo del territorio. Sara’ una guerra contro questa gente. E’ certo: saranno tempi duri per costoro, li becchiamo tutti. Dovranno avere paura anche solo di accedere un cerino”.