Dai primi dati raccolti da Arpa Lazio e asl dopo l’incendio avvenuto il 5 maggio nello stabilimento di riciclo di Pomezia, appaiono alti i livelli di agenti inquinanti registrati nelle immediate vicinanze dal struttura (100/200 metri) nei primi due giorni del rogo.
In particolare, secondo i dati registrati da Arpa Lazio e riferiti dal direttore generale Marco Lupo, il 5 e 6 maggio si sono registrati livelli di: 77,5 picogrammi per metro cubo di diossine (a fronte di un valore normale massimo di 0,1); 9,1 nanogrammi per metro cubo di idrocarburi (a fronte di un valore massimo consentito per legge di 1); e 394, picogrammi per metro cubo di pcb (a fronte di un valore normale massimo di 0,1).Lupo sottolinea che sono ancora oggetto di analisi i dati relativi alle aree di Pomezia e Roma sud, ma da un primo controllo dei filtri i dati delle zone più distanti dallo stabilimento non sembrano essere preoccupanti.
