Islanda: pozzo profondo 4,7 km, nel vulcano il sogno energia pulita

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Il nome deriva da Thor, il dio nordico dei tuoni e dei fulmini, e scava in profondità nel cuore di un vulcano: si tratta dell’impianto di perforazione fiore all’occhiello del governo islandese per la produzione di energia pulita. Un progetto sperimentale che potrebbe produrre fino a 10 volte più energia di quella di un pozzo di petrolio o gas convenzionale, generando elettricità dal calore immagazzinato nelle aree vulcaniche, all’interno della terra. Il programma del governo islandese per sfruttare l’energia geotermica risale alla crisi petrolifera degli anni 1970.

Ma il progetto e’ partito la scorsa estate e la perforazione e’ terminata il 25 gennaio scorso, a una profondita’ record di oltree 4km e mezzo (4,659 km per la precisione). A questa profondita’, i liquidi caldi sotto pressione e la temperatura a 427 gradi centigradi formano una quantita’ enorme di vapore per mettere in moto una turbina e generare energia elettrica pulita. Il nuovo pozzo geotermico potrebbe generare una quantita’ straordinaria di energia, perche’ il calore estremo e la pressione fanno si’ che l’acqua assuma una forma di fluido “supercritico“, ne’ gas ne’ liquido. “Da questo pozzo ci aspettiamo di ottenere energia in quantita’ superiori tra le 5 e le 10 volte rispetto a una tradizionale“, spiega Albert Albertsson, uno degli ingegneri dell’azienda energetica islandese HS Orka, che gestisce il progetto. Per dare un’idea della potenza basti fare il raffronto tenendo conto dell’energia necessaria a ‘sfamare’ una citta’ come Reykjavic e i suoi 212mila abitanti: 30/35 pozzi convenzionali rispetto ai 3/5 pozzi “supercritici”.

In Islanda, gli scienziati lavorano da due anni alla fattibilita’ economica del progetto legato a Thor, l’Iceland Deep Drilling Project. Il pozzo si trova non lontano da Laguna Blu, l’area geotermale le cui acque hanno attirato solo lo scorso anno piu’ di un milione di turisti; e si affaccia sui crateri formati dall’ultima eruzione vulcanica, 700 anni fa, che hanno ricoperto questa zona della penisola di Reykjanes con una distesa di lava.