Italia-Argentina: Mattarella a Buenos Aires, “qui è nata l’italianità”

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Qui, possiamo ben dirlo, è nata l’italianità. Prima ancora di essere cittadini del Regno d’Italia, gli emigranti provenienti dagli antichi Stati peninsulari si sono riconosciuti italiani a Buenos Aires, in istituzioni e organizzazioni comuni. Qui è stata custodita, sin dai momenti di crisi del processo unitario del Paese, la nostra identità. Per questo la Repubblica italiana è grata a questa terra e a voi che, con il vostro lavoro e con il vostro ingegno, avete reso il nome d’Italia apprezzato e considerato“. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando ieri sera a Buenos Aires, la notte in Italia, alla comunità italiana in Argentina al Teatro Coliseo. “L’Argentina -ha detto ancora il Capo dello Stato- è un Paese al quale l’Italia è legata in maniera indissolubile. È il Paese che ha sollecitato, accolto e favorito l’arrivo di milioni di connazionali che, con coraggio, affrontarono le incognite e le angosce di lunghi viaggi nella speranza di trovare una vita migliore lontani dalla Madrepatria. Loro, i ‘pionieri dell’emigrazione’, non sono più con noi, ma questo Paese accoglie i loro figli, i loro nipoti e i loro pronipoti“. “Con impegno e saggezza hanno saputo contribuire al divenire di un Paese al quale hanno offerto la loro piena lealtà. L’identità argentina reca tracce di un legame insopprimibile, ben visibile in tutti gli aspetti della vita quotidiana, dalla cultura alla politica, dalla musica all’architettura, dalla gastronomia allo sport, pensiamo al calcio che appassiona così tanti di noi!“. “Così come ben presente -ha proseguito il Presidente della Repubblica- è il contributo che la cultura argentina -che segna in modo significativo quella del continente latino-americano, in particolare del Cono Sur- ha recato al continente europeo, influenzando la vita dell’Italia e, con essa, di tanti Paesi europei. E’ davvero difficile poter separare in questa terra le identità. Davvero, anche per coloro che non sono diretti discendenti di famiglie italiane è possibile parlare, qui, di ‘italici’“. “Non possiamo che guardare con riconoscenza e ammirazione all’Argentina. Un Paese che ancora oggi, su basi e premesse naturalmente diverse da quelle di ieri, mantiene aperte le sue porte a coloro che sono alla ricerca di una alternativa di vita“. “L’Argentina è tra le prime cinque destinazioni dei giovani italiani che decidono di intraprendere percorsi di lavoro e studio fuori dal loro Paese natale. Essi guardano alla vostra società con naturale interesse, per ragioni di affinità storica, culturale e linguistica. Si tratta di un ponte permanente: valorizzare la presenza di questi giovani è una delle missioni prioritarie che le nostre Istituzioni in Argentina si sono prefissate. È in loro, infatti, che si rinnova la storia e si continua a costruire un futuro all’insegna dell’unione tra popoli“. “Alla fine del XIX secolo Luigi Einaudi, primo presidente della Repubblica italiana, a conclusione di un viaggio in Sud America, notava -ha ricordato ancora il Capo dello Stato- come ogni aspetto della vita sociale e civile in Argentina fosse caratterizzato da chiari elementi di italianità. Una caratteristica che con il tempo, non soltanto non si è smarrita, ma si è accentuata, e si avverte ancora oggi forte e presente in tutta la società argentina, indipendentemente dalle origini dei suoi cittadini“. “Cari connazionali, voi che rappresentate la comunità italiana in Argentina, costituite una ricchezza per entrambi i nostri Paesi. Vi guidi la consapevolezza -è stata l’esortazione di Mattarella- del ruolo che svolgete alimentando il legame che saldamente unisce i nostri Paesi e che va incoraggiato“. “Formazione, scambi di studenti e di esperienze, collaborazione tra imprese, attività culturali, studio della lingua: sono infiniti i campi di azione per chi voglia coltivare le proprie origini reinterpretandole in una chiave di modernità che è oggi imprescindibile. L’Italia fa affidamento su questo rapporto speciale che unisce due Paesi e due popoli e che unisce Europa e America Latina“. Mattarella ha infine rivolto “un ringraziamento particolare ai rappresentanti delle Associazioni, molte delle quali presenti qui oggi: in esse si specchia la storia dell’emigrazione e dell’Italia. La loro attività ha dato continuità alla tradizioni e all’identità italiana, in Argentina come negli altri Paesi del Sud America“. “E’ una ricchezza da preservare, non solo nel ricordo del fondamentale ruolo svolto in passato, ma anche, e soprattutto, in chiave di rinnovamento, per il futuro: si tratta di un ruolo prezioso per le nuove generazioni e per vincere le sfide che un mondo, sempre più contemporaneo a se stesso e interconnesso, pone di fronte a noi. Su questo piano, la comunità italiana d’Argentina sa dare l’esempio“. (AdnKronos)