Medicina, neuropatie: con la terapia del dolore una risposta multidisciplinare al paziente

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La medicina e la terapia del dolore permettono una giusta risposta multidisciplinare ai pazienti colpiti da sindromi dolorose, come sciatica, ernie, dolori muscolo-scheletrici e al trigemino o altre patologie acute e croniche. Lo hanno ricordato – in un focus dedicato proprio a questa disciplina – gli esperti riuniti al Forum On Perifheral Neuropathies in corso a Praga e che vede riuniti oltre 200 specialisti in neurologia, ortopedia, reumatologia, fisiatria, terapia del dolore, e i cui lavori si chiudono oggi. La terapia del dolore “ora è molto sfruttata, ma era poco conosciuta in passato – afferma Marzio Bevilacqua, direttore di Medicina e Terapia del Dolore dell’ospedale Cà Foncello di Treviso – si tratta di un campo di grande importanza, proprio perché i pazienti che afferiscono alle nostre strutture hanno patologie diverse che un tempo venivano trattate o dal neurochirurgo, o dall’ortopedico, o dal fisiatra. Ora finalmente, da un punto di vista sia della diagnostica sia del trattamento, si vede nella figura di chi si occupa di dolore la persona qualificata per gestire patologie acute e croniche”. La patologia muscolo-scheletrica, la fibromialgia, le radicolopatie da ernia o da compressione, la nevralgia del trigemino, molto frequenti nella popolazione, “sono anche le più presenti nel nostro ambulatorio – sottolinea l’esperto -. Proprio come le patologie molto più complesse, quali per esempio la lesioni midollari e le spasticità, che noi trattiamo con infusione di farmaci per via spinale, sono sicuramente un ambito molto specialistico che necessita ovviamente anche di più figure professionali”. A Praga Bevilacqua ha presentato le linee guida per lo studio dell’ utilizzo della L-acetilcarnitina (Lac) nei pazienti con dolore cronico. “Il protocollo d’intesa che ho presentato, assieme ad Enrico Polati dell’università di Verona, è dedicato alla patologia del dolore neuropatico che può coinvolgere più sindromi patologiche contemporanee. Per esempio, radicolopatiae, sindromi diabetiche, patologie che seguono ad altre malattie. Nostro obiettivo è trattare il dolore cronico (quello cioè che dura da più di tre mesi) con l’utilizzo di questa molecola. Vogliamo vedere l’ effetto sul dolore, ma anche i benefici sulla qualità di vita e del sonno. Nostra intenzione è trattare un certo numero di pazienti partendo da una diagnosi di dolore neuropatico e applicando il protocollo per l’utilizzo della Lac che ha un basso effetto collaterale sul paziente e quindi cerchiamo di vedere se questo riuscirà ad avere una buona risposta anche a livello clinico”. (AdnKronos)