Medicina: sul web già 6000 farmacie illegali chiuse nel 2017

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Un mercato enorme, che consente guadagni facili, ‘aiutato’ dalla credulità dei clienti. Sono le farmacie illegali on line. Nel 2016 ne sono state bloccate oltre 20.000, e sono già 6000 quelle chiuse nei primi mesi del 2017. Ma si tratta di siti che si moltiplicano in continuazione, sfuggono ai controlli e si nascondono fra le maglie della rete, per cui è molto difficile arginare il fenomeno. A tracciare il quadro, oggi a Roma, rappresentanti di istituzioni, Nas e addetti ai lavori nel corso del convegno ‘Contraffazione, un virus da estirpare’, promosso da Federfarma Servizi e Società Italiana di Urologia, nel corso del quale è stato presentato il progetto ‘Pillole’, che ha l’obiettivo di informare i cittadini sui pericoli dell’acquisto dei farmaci attraverso canali non ufficiali. Medicinali per la disfunzione erettile e per dimagrire, anabolizzanti e integratori sono i prodotti più diffusi nel mercato dei falsi on line. Ma aumenta anche la distribuzione illegale di farmaci innovativi ad alto costo per i quali il contatto con un numero limitato di clienti è sufficiente a sostenere il business. Oggi peraltro il volume di denaro mosso dagli acquisti di farmaci per vie illegali è stimato essere quasi superiore a quello del commercio di droga. “La criminalità organizzata è molto attiva in un settore che si sta rivelando assai remunerativo: ogni iniziativa volta a contrastare il fenomeno è perciò doverosa e necessaria. Il cittadino deve capire che i canali diversi dalla farmacia per l’acquisto di medicinali non sono sicuri” ha spiegato Antonello Mirone, presidente Federfarma Servizi. I dati dei sequestri di farmaci contraffatti delineano un quadro certamente allarmante: nel corso di una recente operazione di controllo (Pangea IX), cui hanno aderito 103 paesi nel 2016, sono state sequestrate a livello mondiale oltre 12 milioni di unità di farmaco illegali o contraffatte. Per quanto riguarda l’Italia, nel corso della medesima operazione, sono state sequestrate circa 80.000 unità in una settimana di controlli. Inoltre – pur di fronte ad un mercato ‘sommerso’ e difficilmente quantificabile in termini numerici – secondo dati Psi (Pharmaceutical Security Institute) i medicinali contraffatti, in un caso su 3 non contengono alcun principio attivo il 20% ne contiene quantità non corrette, il 21,4% è composto da ingredienti sbagliati, il 15,6% ha corrette quantità di principi attivi ma un packaging falso, l’8,5% contiene alti livelli di impurità e contaminanti. Un monito in più, dunque, per sensibilizzare i cittadini a prestare molta attenzione, e di rivolgersi ai canali ufficiali di distribuzione. “Purtroppo la consapevolezza dei rischi che si corrono acquistando medicinali sul web è ancora scarsa, per questo abbiamo promosso un progetto di sensibilizzazione rivolto ai cittadini – spiega ancora Mirone – Oggi esiste un ‘bollino’ del ministero della Salute che autorizza alla vendita di medicinali da banco sul web: l’elenco delle farmacie online approvate è consultabile e il bollino le rende facilmente identificabili, ma nonostante questo un’indagine condotta sugli utenti delle nostre farmacie ha dimostrato che un italiano su quattro si fida ad acquistare in rete anche se sul sito c’è solo la parola ‘farmacia’ o la tipica croce“. (AdnKronos)